Difendere l’Ucraina, aggredita dalla Russia per ordine Putin, è sicuramente un dovere da parte dell’Europa.
Il pericolo che il dittatore di San Pietroburgo possa estendere le sue mire sul continente europeo, se venisse lasciato fare nei confronti dell’Ucraina, può essere scongiurato soltanto da una risposta forte e unitaria dell’U.E..
Ovviamente, questo imprescindibile impegno comporta sacrifici sul piano economico, a causa delle scelte errate fatte negli anni passati, che hanno portato diversi stati europei a legarsi sciaguratamente alla Federazione Russa sul piano energetico.
Questa situazione sta comportando conseguenze pesanti sul piano sociale in alcuni stati europei tra cui l’Italia.
Come sempre, purtroppo, il ventre molle nell’Unione è rappresentato dal nostro Paese che, non solo sconta scelte folli sul piano energetico, che l’hanno portata a dipendere drammaticamente dal gas di Putin, ma l’assetto normativo carente e una burocrazia soffocante stanno determinando un quadro socio/economico rischiosissimo.
Stipendi inadeguati e una condizione di sostanziale ingiustizia sociale, determinata anche da un fisco impotente di fronte all’immensa evasione, stanno generando tensioni sociali mai viste, che raggiungeranno l’acme tra agosto e ottobre prossimi.
Non solo il PNRR rischia di provocare un enorme buco nell’acqua, laddove non sia un’ulteriore fonte di arricchimento delle organizzazioni mafiose, ma la crisi che ora sta mostrando i suoi primi pesanti effetti può trasformarsi in un baratro per gli italiani.
I difetti annosi dell’Italia pesano come macigni e pongono il nostro Paese in una condizione peggiore rispetto ai partner europei.
Una legislazione cervellotica, viziata in origine dal principio dell’interpretazione della norma, rende precario ogni aspetto della vita degli italiani; una burocrazia assurda e inefficiente causa rallentamenti nelle procedure esiziali per la qualità della vita e frustra le prospettive economiche e sociali; la corruzione monstre, facilitata da una giustizia lenta e farraginosa, mina la possibilità che si affermino qualità e competenze; l’onestà che non paga rispetto alla disonestà, in un Paese afflitto da condoni, determina uno scoramento nella parte sana della società a fronte del rampantismo premiante dei disonesti.
Con il carburante oltre i due euro al litro, bollette astronomiche di gas e luce, il consistente rincaro del carrello della spesa e gli stipendi fermi da dieci anni, anzi in calo, il rischio di pesanti scontri sociali nel corso del prossimo autunno è una concreta possibilità.
Dobbiamo assolutamente sostenere la resistenza ucraina all’invasione criminale russa, ma noi italiani dobbiamo cogliere l’occasione di cambiare ciò che non va nel nostro sistema sociale ed economico.
Dobbiamo modernizzare e velocizzare le procedure, demolendo una burocrazia assurda che, al suo oscuro interno, cela inefficienze e corruzione. Occorre eliminare enti e autorizzazioni inutili, rivedere le norme di bilancio che soffocano gli enti costretti a tagliare servizi in favore di cervellotici e insensati accantonamenti; serve favorire i controlli rispetto alle sfiancanti, lente procedure autorizzative.
Se non cogliamo l’occasione di migliorarci e modernizzarci in questo contesto, i prossimi mesi e anni saranno lacrime e sangue per le fasce più deboli sempre più povere, con conseguenze devastanti sul piano sociale, mentre i ricchi continueranno ad arricchirsi e la criminalità organizzata continuerà a depredare il Paese.
Sosteniamo la resistenza Ucraina, portiamo l’Italia nel futuro.

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