Tre anni, una vita…

Oggi sono tre anni dalla mia rielezione.
Tre anni pesanti come macigni, che equivalgono forse a trenta per lo stress e l’impegno profuso per la pandemia e ora per gli effetti di una folle guerra.
Avevo immaginato un percorso amministrativo completamente diverso, dopo una lunga semina durata cinque anni finalmente una ricca raccolta. Invece, il mondo è stato travolto da un virus sconosciuto che ha provocato lutti e sofferenze e che è passato sulle economie come uno tsunami. Dopo una paralisi, di fatto, di un biennio, i costi sono lievitati mettendo in crisi ogni settore, fino ad arrivare al colpo di grazia inferto dalla criminale aggressione russa all’Ucraina.
Due anni con la pesante responsabilità di una comunità segnata profondamente dalla crudeltà della Covid 19, che si è stretta intorno alla figura del Sindaco per esorcizzare la paura di contrarre una malattia inizialmente sconosciuta. Notti insonni e giorni vissuti a sperare che tutto finisse presto, a sollecitare la massima attenzione di tutti così da scongiurare l’allargamento dei contagi ed evitare ripercussioni peggiori sulle opere e i lavori in essere o in procinto di partire nel Comune. Tre anni durissimi, che hanno condizionato ogni aspetto della quotidianità, lasciando ferite profonde nella comunità e sulla persona.
Usciti, se così si può dire, dall’emergenza pandemica ecco una guerra atroce e folle in Europa. Stavolta non si tratta di rischiare la salute, la propria vita, ma di affrontare un terremoto economico mai visto, che sta condizionando la vita delle persone e degli enti.
Tutto è appeso a un filo per l’impatto devastante che l’aumento dei costi delle materie prime ha, per esempio, sull’esecuzione delle opere in cantiere. Ancora notti insonni pensando a come risolvere problematiche mai affrontate in precedenza.
Tre anni una vita.
In questi momenti si apprezzano le qualità delle persone, l’attaccamento che i singoli hanno nei confronti della loro comunità, le capacità professionali e le doti umane.
È un contesto terribile, perché di fronte a Te c’è la realtà senza filtri, senza la comodità di una normale routine.
Anche questo nuovo rapporto con gli altri è fonte di tensioni, spesso delusioni che vanno a sommarsi al peso gigantesco di un contesto storico drammaticamente unico.
Accanto a Te scopri d’improvviso l’ignominia del menefreghismo, la bellezza dell’impegno, l’appagante senso di umanità, la sconvolgente indolenza della superficialità, il fetore dell’egoismo.
In questi tre anni, che pesano come macigni, ho scoperto la vera essenza di certi uomini e donne, fuori e dentro l’amministrazione, come se ogni velo fosse caduto a causa della paura e della sensazione di dover affrontare un futuro sconosciuto e inquietante.
È nei momenti difficili che emergono inesorabilmente difetti e qualità e questi 1096 giorni pesanti come il marmo hanno messo a nudo ognuno di noi, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Nessuno ci restituirà ciò che la pandemia e ora la guerra ci hanno tolto, ma è certo che tutti noi, ora, ci conosciamo un po’ meglio.

Una risposta a “Tre anni, una vita…”

  1. Avatar Vincenzino Fratarcangeli
    Vincenzino Fratarcangeli

    Bellissimo articolo, letto con molta attenzione, concordo pienamente con lei,come titolo avrei messo “notti insonne “per tutte le preoccupazioni che ha dovuto affrontare. Saluti Vincenzino Fratarcangeli.

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