Chissà cosa staranno pensando quei politicanti italiani che osannavano Putin, ritenendolo il miglior Presidente del mondo. Ora c’è una rincorsa a dire il contrario esprimendo solidarietà all’Ucraina aggredita dalle truppe russe. Troppo facile, ora, allinearsi con la comunità democratica mondiale che ha condannato duramente un’aggressione insensata e antistorica di un Paese sovrano da parte di un dittatore, non mi vengono altri termini per descrivere un personaggio come Putin, ansioso di dimostrare al mondo la sua forza sul piano militare.
Lo Zar russo era così già prima, non lo scopriamo oggi, – l’opposizione è stata falcidiata da arresti e omicidi – e aver espresso solidarietà e ammirazione verso questo novello Nerone, rappresenta un atto grave, sintomatico di cosa possa rappresentare il sovranismo in salsa italica.
Da Steve Bannon a Putin, passando per Trump questi sono i miti di un movimento politico, quello sovranista, che strizza l’occhio alla peggiore accolita di antidemocratici planetari. Fa impressione pensare che questi politicanti nostrani godano di un enorme consenso, sebbene impreparati e, ancor più grave, provenienti in alcuni casi dalle fila dei nostalgici del ventennio fascista.
Ora, il loro mito Putin incendia l’Europa con il fine di ricostruire l’impero sovietico, – d’altronde questo soggetto è stato membro di spicco del KGB -, facendo sfoggio di arroganza, spregiudicatezza e una buona dose di follia, ricordando, per certi versi, il meraviglioso e inquietante capolavoro di Stanley Kubrick il Dottor Stranamore.
Putin altro non è che un feroce tiranno, capace di annientare ogni forma di opposizione interna, un bugiardo seriale, un soggetto totalmente inaffidabile; un pericolo per il mondo. Per ora a farne le spese di questa personalità contorta è il popolo ucraino, oggetto di un’aggressione che ricorda da vicino il Blitzkrieg nazista.
La voglia di democrazia dell’Ucraina è incompatibile col sentire di uno Zar, che non tollera critiche e opposizione e che sogna di ricostruire la superpotenza sovietica a spese delle repubbliche nate dal suo dissolvimento.
Oltre ad aver avuto lodi e consensi dai nostri “pentiti” politicanti, al fianco di Putin troviamo il dittatore bielorusso Lukashenko, la Cina, che non nasconde le sue mire espansionistiche sul Mar Cinese e Taiwan e l’Iran a dimostrazione di come quest’uomo, dinosauro carnivoro sopravvissuto alla caduta del muro di Berlino e al dissolvimento dell’URSS, rappresenti un punto di riferimento per i peggiori sistemi politici del globo.
Sorvolo sulle squinternate dichiarazioni del peggior Presidente della storia degli Stati Uniti, quel Trump che sosteneva e sostiene gli assalitori di Capitol Hill, perché sarebbe troppo semplice demolire il non pensiero di un personaggio da operetta, divenuto Presidente americano per caso il quale, davanti all’aggressione dell’Ucraina loda in maniera sperticata Putin.
Sovranisti di tutto il mondo unitevi.
Ora c’è una nazione sottoposta a una feroce e criminale aggressione che il mondo non ha saputo o potuto fermare e ciò non può lasciare tranquilli gli altri paesi confinanti con la Russia putiniana.
Al di là della vergognosa attività politica di Putin e dei suoi sodali, ora è necessario valutare azioni concrete che impediscano a questo moderno Hitler di continuare quest’opera di espansione a danno di paesi democratici nati dal dissolvimento dell’URSS. Una risposta seria, capace di bloccare sul nascere ogni aspirazione imperialista.
Lo scontro vero, con la Russia zarista putiniana, è tra dittatura e democrazia.
Se i paesi democratici non saranno in grado di esprime una posizione petentoria e unitaria, il rischio molto probabile è che l’uomo forte di Mosca possa intraprendere altre azioni capaci di mettere in pericolo in maniera concreta la democrazia in Europa.
Stavolta, nessun Paese democratico dovrà tirarsi indietro.

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