A che serve un giardino nel deserto?

L’hanno ritrovata dopo due anni, all’interno della casa dove viveva da usufruttuaria, seduta accanto a un tavolo mummificata.
Solo pensare a una fine del genere mette i brividi.
Una donna sola che nessuno ha mai cercato per due anni, il cui corpo è stato ritrovato soltanto per una casualità.
Non è il primo caso di persone sole, morte senza che nessuno se ne accorgesse, ma fa riflettere su questa società incapace di fornire aiuto e sostegno alle persone sole o che vivono grandi difficoltà.
Non ci si cerca, si vive di corsa e non ci si guarda intorno, soprattutto, non si getta uno sguardo laddove la sofferenza morde alle caviglie e lascia scie disperazione.
Una società al rovescio, dove l’egoismo ha sopravanzato il benessere collettivo.
Si può desiderare una splendida casa con un meraviglioso giardino in un immenso deserto ed essere apparentemente felici nel nulla.
Gli anziani lasciati soli sono un segnale di deterioramento delle relazioni sociali, – la pandemia, inizialmente, ci ha fatto scoprire un livello di crudeltà impensabile verso i più deboli – e pensare di costruire su queste basi logore un futuro migliore è semplicemente una chimera.
Abbiamo il dovere morale di modificare questo modo di stare insieme, insegnando ai nostri figli il valore delle relazioni famigliari, delle relazioni sociali che non siano solo un’espressione egoistica per arrivare ad ogni costo.
C’è l’indifferibile necessità di sostituire il noi all’io, di concepire la vita come un percorso di crescita umana e professionale, all’interno del quale, i propri successi personali siano soltanto il frutto virtuoso del proprio lavoro e dello studio.
Non ci si può dimenticare delle persone più fragili, perché se accade ciò significa che ci siamo dimenticati la nostra umanità.
I segnali di questo imbarbarimento ci giungono quotidianamente, ma sembra che non ci sia alcuna volontà di coglierli fino in fondo.
Bambine, perché a 14, 15 anni non si è certo grandi, che si prostituiscono per una ricarica ad un cellulare o per acquistare abbigliamento griffato, sono un’altra espressione di questo collasso etico e morale, di questo vivere per apparire rimanendo drammaticamente soli.
Fermiamoci un attimo a riflettere, perché c’è bisogno del contributo di tutti in questa battaglia per il domani.
Dobbiamo cambiare se vogliamo che il futuro dei nostri figli sia diverso da questo brutto presente, se vogliamo dare a loro una prospettiva diversa, più umana, più felice.

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