Perdonateci…

Ci sono notizie che non vorresti mai leggere, o ascoltare perché colpiscono il cuore e feriscono l’anima.
Un padre non può uccidere un figlio, come non può un bambino morire a causa di un petardo.
Un maledetto capodanno che mette in luce, ancora una volta, l’orribile violenza e la tragica idiozia di cui sono capaci gli adulti.
Il nostro ruolo dovrebbe essere quello di proteggere i nostri figli, essere per loro un esempio e un porto sicuro, invece troppo spesso i “grandi”, quelli più vicini a loro, le persone di cui dovrebbero fidarsi e affidarsi senza paura, diventano spietati carnefici.
È terribile pensare che un bambino possa essere ucciso da un padre per infliggere dolore a una madre durante una separazione.
È raggelante immaginare una violenza così atroce.
I piccoli vanno tutelati, sempre, perché sono il bene più grande che la vita possa concedere agli adulti.
Invece, ogni giorno tra guerre, fame e violenze migliaia di bimbi muoiono per colpa dei grandi che, in questo modo, distruggono se stessi e il loro futuro.
Daniele, assassinato dal padre, Alan trovato morto su una spiaggia, annegato mentre cercava un posto migliore lontano da fame e guerre sono atti di accusa contro l’umanità, che non riesce a prendersi cura dei suoi figli.
Sono la terribile punta dell’iceberg di un’infinita tragedia che va in scena in ogni parte del mondo; nell’acervo delle decine di conflitti dimenticati, nelle fabbriche lager dei paesi in via di sviluppo, nelle miniere africane, nelle acque del Mediterraneo, nei tanti luoghi del mondo dove c’è la fame e nella feroce violenza dentro le mura domestiche dei paesi più ricchi.
Mi domando quale futuro possiamo avere se non riusciamo a proteggere i bambini, ai quali dobbiamo chiedere solo di perdonarci.

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