A fine anno si tracciano bilanci e si progetta futuro.
In tale contesto anche io voglio tracciare un bilancio di ciò che sono stati questi 365 giorni pandemici. Personalmente è stato un anno complesso, di grandi cambiamenti come solo la vita sa incastrare tra lo scorrere dei giorni.
Tra un’occasione colta e una persa, la vita travolge tutto distruggendo, per poi far rinascere ogni cosa.
Come Sindaco questo è stato un anno difficile, segnato dalla pandemia e da difficoltà che, spesso, sembrano più ologrammi che fatti concreti.
Ho apprezzato molte persone che hanno dimostrato di avere a cuore la comunità, mentre, in altri casi, non ho apprezzato superficialità e arroganza.
Quello che più mi ha reso felice è stato il concretizzarsi di progetti finalizzati a migliorare le strutture scolastiche della città.
Curare il nostro futuro guardando ai bambini è un sogno che coltivo dal primo giorno di questa esperienza da Sindaco. Dopo aver constatato il disastro in cui versavano i plessi scolastici al mio insediamento, abbiamo lavorato senza sosta e questo ci fa sentire con la coscienza a posto; abbiamo fatto tutto il possibile per migliorare quella situazione. Ciò mi rende felice, anche se occorre fare ancora molto.
È stato un anno in cui ho preso atto definitivamente che l’onestà, la serietà, l’impegno civile contano poco all’interno della pubblica amministrazione, afflitta da clientelismo, superficialità e arroganza.
Spero che il 2022 possa essere l’anno della trasformazione e modernizzazione di questa P.A., assolutamente inadeguata rispetto alle necessità del Paese.
Il 2021 che ci lascia è stato luci e tante ombre ma, per me, resterà comunque un anno da ricordare, perché alcuni momenti e certe sensazioni hanno segnato profondamente l’anima.
In quel gigantesco entrare e uscire, correre o fermarsi, soffrire o gioire, parlare o restare in silenzio la vita va avanti; il futuro non è altro che lo scorrere del tempo tra un’emozione e l’altra.

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