Gli affari sporchi dei sepolcri imbiancati

Forse è il caso di cominciare ad aprire bene gli occhi sul mondo variegato delle Onlus.
È indubbio lo straordinario impegno sociale della maggior parte di queste organizzazioni, ma ciò non può farci ignorare una realtà che, di tanto in tanto, fa capolino tra le molteplici opere meritorie, che contraddistinguono un mondo fatto di volontariato e altruismo.
Proprio per preservare questo universo bello e variegato, che occorre guardare bene cosa si cela dietro alcune esperienze, dove il danaro sembra essere l’elemento predominante in un contesto all’interno del quale, diversamente, dovrebbe essere un semplice strumento per l’attuazione degli obiettivi sociali prefissati nei singoli statuti.
Ci sono personaggi che si sono arricchiti a dismisura, che addirittura ostentano questa strana ricchezza, quando dovrebbero semplicemente essere esempio di umiltà e onestà. Macchine di lusso, magari intestate a queste Onlus o associazioni “amiche”, danno la misura del degrado etico e morale di siffatte finte associazioni benefiche. Religiosi o laici non fa differenza, il danaro appiattisce tutto, trascinando dignità e moralità talmente in basso da guardare in faccia satanasso.
È un dovere morale cercare di fare luce sugli aspetti più osceni di un mondo, quello delle Onlus, che rappresenta la solidarietà e l’impegno per l’altro.
Serve fare pulizia, perché dietro questo straordinario mondo di bellezza etica e morale, non possono e non devono nascondersi criminali spregiudicati che si arricchiscono in modo illecito e, soprattutto, indegno.
Si deve scavare anche laddove, in superficie, sembra che tutto sia paradisiaco, un bel biglietto da visita per confondere e schermare spregiudicate operazioni finanziarie.
Onlus utilizzate per truffare lo Stato, per agevolare grosse operazioni finanziarie, ammantandole del candore di un posticcio impegno sociale.
La ricchezza sotto la superficie, le amicizie potenti ostentate, gli investimenti incompatibili con le attività sociali sono tutti elementi che dovrebbero far aprire gli occhi agli organi dello Stato preposti ad accertare eventuali reati e condotte incompatibili con i principi alla base di queste associazioni.
L’Italia è patologicamente afflitta da una presenza massiccia delle mafie e della criminalità organizzata sul suo territorio.
Una presenza ingombrante, che condiziona negativamente il Paese, sia sul piano economico sia su quello sociale.
La corruzione è la spia più evidente di questo degrado, che sta condizionando le prospettive future dei nostri giovani.
Facciamo in modo che il bellissimo mondo dell’associazionismo, dell’impegno sincero e personale verso disagio non sia segnato da questi avvoltoi in cravatta o tònaca, il cui scopo è solo quello di fare soldi, esibendo furbescamente e senza ritegno le loro ricchezze, che puzzano come una discarica di rifiuti a cielo aperto.

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