Mio padre ripeteva spesso che stare all’opposizione è sicuramente più agevole che stare al Governo. Una questione di responsabilità; da fuori puoi dire e fare tante cose, quando governi devi assumertele. Mai parole furono più profetiche perché nella mia vita ho fatto opposizione e da un po’ di tempo guido una coalizione di maggioranza. Abbiamo le nostre idee, differenti su molti aspetti ma condividiamo tutti un obiettivo e, così, si va avanti trovando costantemente le migliori soluzioni, coerenti con il progetto anche se differenti dalle singole sensibilità. Un processo spesso impegnativo ma che è indispensabile per poter dare le risposte migliori alle persone. Neppure riesco a immaginare che il partito di un Assessore, del Vicesindaco o loro personalmente, dopo aver concordato un percorso, se ne escano pubblicamente dicendo il contrario, oppure, che occorrerebbe fare qualcosa di completamente differente.
Correttamente, una simile maggioranza dovrebbe andare a casa. Eppure abbiamo casi che dimostrano come questo modo di intendere il governo delle comunità sia completamente sbagliato o fuori moda.
Leggendo e ascoltando le dichiarazioni di certi politici in questi tribolati giorni, sembra di vivere in un Paese surreale, un posto dove chiunque può dire, senza alcun ritegno, ciò che pensa possa accalappiare briciole di consenso. Così, il Governo europeista, – composto da una maggioranza eterogenea all’interno della quale vi sono anche antieuropeisti sovranisti, fino a poco tempo fa simpatizzanti dei no-mask -, convive con le dichiarazioni filo russe del leader della Lega.
Ci sarebbe da ridere se tutto ciò non ponesse interrogativi seri su quali siano i reali interessi di un partito che, ancora, non ha chiarito i suoi rapporti con la Russia. In questo quadro poco chiaro, si ripetono gli attacchi sconclusionati all’Europa, ancora più ridicoli, poiché il leader leghista accusa quest’ultima per scelte che ha preso il “suo” Governo.
Straparla di vaccini, con un innamoramento assai discutibile per lo Sputnik, senza rendersi conto della realtà dei fatti e dei “dati”.
Che Fratelli d’Italia possa affermare cose simili è comprensibile, si trova all’opposizione, ma che lo faccia il leader leghista pone seri dubbi sulla bontà di una compagine governativa con assai più punti interrogativi che certezze.
Ma siamo in Italia e tutto è possibile, speriamo solo che la sorte ci protegga.

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