“Il Recovery Fund (200 miliardi) val bene un’Europa”

Nel meraviglioso mondo della Lega si passa dal negazionismo più sfrenato con la partecipazione a improbabili convegni no-mask del loro leader senza mascherina, ai selfie e baci in mezzo alla folla alla richiesta di vaccinare le persone anche con preparati non autorizzati dall’Ema, sulla scorta di ciò che ha fatto l’Ungheria guidata dal democraticissimo Orban.
Non bisogna essere ideologici sulla scelta dei vaccini, così si è praticamente espresso il Senatore leghista Romeo, come se l’autorizzazione dell’European Medicina Agency sia qualcosa di inutile e di politico.
La coerenza, questa sconosciuta, che trasforma un DPCM da uno strumento d’oppressione a un provvedimento necessario per combattere la pandemia.
Folgorati sulla via di Damasco?
No, folgorati dagli oltre 200 miliardi del Recovery Fund ottenuti dal Governo Conte II che, adesso, il Governo Draghi, – nel quale la Lega, contraddicendo anni di slogan e chiacchiere propinati agli italiani, svolge un ruolo importante -, dovrà gestire.
Ma queste non sono le uniche penose contraddizioni di una certa politica sul tema della pandemia.
Fa sorridere, faccio per dire, che un partito come FdL, la cui leader si è contraddistinta per criticare le zone rosse, le chiusure, i DPCM, i divieti durante le festività, per la simpatia ai no-vax a giorni alterni, che si era espressa contro la proroga dello stato di emergenza ora, con una meravigliosa piroetta, contesta al Governo precedente di non aver fatto di tutto per bloccare la pandemia.
Ma la cosa più bella è che, di fronte alle osservazioni puntuali sulle enormi contraddizioni di questa destra, la Gardini (FdL) in TV ricorda all’ex-ministro Provenzano che il PD aveva, tanti anni fa, legami con l’Unione Sovietica.
Al di là della gigantesca balla, qualcuno più acculturato di me direbbe “che c’azzecca”.
Resta il fatto che i sovranisti e Trumpisti più antieuropeisti del mondo ora sono nel Governo presieduto da un Presidente del Consiglio indiscutibilmente europeista e quelli che non sono entrati nel Governo, perché un’opposizione deve esserci (Gardini pensiero), esprimono un’evidente simpatia per quest’Esecutivo.
Penso che l’Italia non abbia mai vissuto un contesto così inquietante, dove è complesso comprendere chi e che cosa vi sia intorno.
In tale ottica, spaventa l’incompetenza della classe politica che si è affermata propinando slogan e parlando alla pancia della gente. Razzisti, fascisti, negazionisti, sovranisti, no-vax hanno creato una miscela esplosiva che non può non inquietare chiunque abbia a cuore la democrazia in questo Paese.
Resta il fatto che ora abbiamo un pastrocchio di Governo, presieduto da un Presidente del Consiglio che dovrebbe assicurare qualità e competenza.
Vedremo cosa accadrà.

P.S. Per il titolo chiedo umilmente scusa a Enrico III di Navarra, poi Enrico IV, per aver stroppiato la sua celeberrima frase “Parigi val bene una messa”.

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