L’autointervista…

Nasce un nuovo modello di trasparenza: “L’autointervista”.
Sicura, configurabile secondo le esigenze personali, consente di evitare i rischi di domande scomode, per esempio, sull’Arabia Saudita.
Dopo “Industria 4.0”, da Firenze arriva “Trasparenza 4.0 l’autointervista”.
Il modo più semplice per comunicare, senza preoccupazioni, su un proprio canale Enews, andando oltre il giornalismo di corte.
Ti fai la domanda, magari sui soldi che ricevi dai reali Sauditi e sulle tue dichiarazioni d’amore per un regime antidemocratico, accusato di uccidere giornalisti scomodi e ti dai le risposte che ritieni più opportune. Dimenticando che non sei un Capo di Stato ma uno dei senatori di questa Repubblica pagato dai contribuenti italiani. No problem perché, grazie a “Trasparenza 4.0 l’autointervista”, non ci sarà nessuno che potrà farti notare le assurdità che hai scritto. Un sistema innovativo, concepito ritenendo che tutti siano sottosegretari alla cultura che non leggono libri da tre anni, oppure, sottosegretari all’istruzione che scambiano Dante con Topolino. “Trasparenza 4.0 l’intervista” è adatto ai leader che non ne hanno mai azzeccata una, ai politicanti che non rispettano un tubo di ciò che promettono, a segretari che, con un partitino unicellulare, causano una crisi di Governo in piena pandemia. Per ragioni sconosciute alla maggior parte delle persone, sicuramente a tutti gli uomini e donne di buonsenso, consentendo la nascita di un Esecutivo “poli-tecnico”, con eccellenze assolute, perdenti riciclati, conflitti d’interesse e improbabili sottosegretari.
Questa innovativa forma di comunicazione, scaturita dall’ineffabile mente di Mattityahu dell’Arno, rappresenta il futuro della comunicazione politica. L’applicazione in forma moderna ed efficace della filosofia schietta e diretta del famoso Marquis du Criquet: “Je suis moi, tu n’es rien”.

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