Che bello scaricare le responsabilità…

Sul problema delle folle in strada e dei comportamenti indecenti delle persone, nonostante una pandemia in atto, il C.T.S. chiede ai sindaci cosa stiano facendo.
Siamo all’assurdo.
Dopo aver fatto fronte a un momento storico drammatico, contando solo sulle risicate risorse a disposizione, in particolare per gestire il dramma sociale causato da questa maledetta pandemia, ai sindaci si chiede anche di risolvere un problema che la legge demanda, per la soluzione, ad altri organi.
Il Governo decide quando aprire e quando chiudere, altri organismi, senza ascoltare i primi cittadini, danno disposizioni alle FF. di. PP. di adottare atteggiamenti tolleranti e, poi, ai sindaci si chiede di evitare gli assembramenti.
Come, con quali forze.
L’ordine pubblico non è demandato ai sindaci. Altri, senza ascoltare le reali problematiche dei comuni, decidono cosa fare. Persino i verbali elevati per il COVID, passano sotto la lente d’ingrandimento delle Prefetture trasformandosi in percorsi biblici.
Nei piccoli comuni, tutti con gravi problemi di personale, le Stazioni dei Carabinieri rispondono, ovviamente, ai Comandi Provinciali dell’Arma per cui non è possibile utilizzare il personale di quei reparti per svolgere servizi anticovid sul territorio d’intesa colle polizie locali.
Troppo difficile.
Spesso i sindaci si espongono e gli altri fanno finta di non vedere o non sentire in una corsa a un buonismo inutile e dannoso.
I sindaci sanno cosa andrebbe fatto sui propri territori, ma non hanno né risorse né personale per farlo. Attività che si sono distinte per stupidità, pericolosità e arroganza dei gestori, rappresentando un vero e proprio pericolo per la salute pubblica, continuano tranquillamente a minare la serenità delle persone, vista l’assenza di controlli e, laddove si sia operato a tutela della salute, per la farraginosità delle procedure e per l’atteggiamento bonario della giustizia tutto è finito e rischia di finire in una bolla di sapone.
Il C.T.S. pensi a indicare al Governo quali sono le scelte migliori per uscire dalla pandemia, mettendo in conto che nelle strade i controlli, sulle disposizioni impartite, sono carenti se non assenti.
Zone bianche, gialle, rosse, rosso scure non hanno senso se si continua a sottovalutare il problema dei controlli o a scegliere un buonismo irresponsabile in un momento come quello attuale.
I sindaci devono quotidianamente lottare per tenere in piedi enti che, normative assurde, hanno devastato a spese dei cittadini, le cui tasse sono spostate su accantonamenti e non sugli investimenti per migliorare le condizioni di vita delle comunità.
Un’assurdità, tanto più in un momento come quello attuale.
Niente assunzioni, niente investimenti e milioni, che diventano miliardi, bloccati per accantonamenti che potrebbero essere senza problemi ridotti, così da far ripartire i comuni e quindi il Paese. Questo, potrebbe essere attuato senza chiedere un centesimo allo Stato centrale o alle regioni.
Non serve più risparmiare, la buona amministrazione, l’onesta perché di fronte a queste normative folli tutto cessa e si disperde nel nulla, pure se i territori avrebbero bisogno di ben altro.
Certo, anche gli assembramenti nelle strade è competenza dei primi cittadini, perché è semplice scaricare gli errori fatti, per non dire mai no quando occorre, oppure, per attuare accordi politici indecenti sulla pelle delle persone, sugli enti di prossimità.
Così non si va da nessuna parte.
Il C.T.S. dovrebbe dirlo a chiare lettere al Governo: “Se vogliamo mitigare l’effetto lockdown in questo Paese, dobbiamo prevedere controlli stringenti e dare la possibilità ai sindaci di operare al meglio sui loro territori, senza limitarsi a contributi una tantum”.
Se non si fa questo, possiamo dividere l’Italia in mille colori, ma il risultato sarà sempre quello di vedere, purtroppo, strade, piazze e ospedali affollati e la responsabilità “non è e no sarà” certamente dei sindaci.

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