Dunque, oggi assistiamo, in mezzo alla più grande crisi sanitaria ed economica dal dopo guerra, al balletto osceno messo in atto da chi, pur avendo sbagliato tutto da leader politico e da Presidente del Consiglio, mina il Governo senza che nessuno abbia capito la ragione di una tale scelta.
Il presunto leader, che da Presidente del Consiglio e da segretario del partito di maggioranza si è intestato leggi assurde e scelte sbagliate da far impallidire chiunque.
Un ipotetico leader di centro sinistra con vocazioni destrorse, arrogante, che non ha mai rispettato nulla di ciò che ha promesso, col quale fare un accordo significava e significa mettersi nei guai.
Uno psicopersonaggio che avrebbe voluto cambiare la nostra meravigliosa e attualissima Carta Costituzionale, riscrivendola con i peggiori elementi del centrodestra, tra cui condannati per gravi reati in via definitiva.
Ora, questo pernicioso “Giano Bifronte” detta le condizioni per un nuovo Governo, dopo essere volato in Arabia Saudita, una delle peggiori dittature del pianeta, per svolgere un intervento di 20 minuti nell’ambito di una manifestazione economica internazionale.
Una performance a pagamento, nella quale il nostro ha tessuto le lodi di un regime che opprime gli oppositori, schiavizza i lavoratori stranieri, segregando, di fatto, le donne.
Un contributo di basso profilo, alla presenza del Principe ereditario considerato uno spietato tiranno.
Personalmente provo inquietudine, pensando a un Senatore della Repubblica che va in giro a spese del “Future Investiment Initiative Institute”, – una fondazione costituita con decreto dal Re Saudita -, espressione di un regime autoritario.
Un Senatore retribuito da un Paese straniero, per fare conferenze esaltando un regime pericoloso e antidemocratico.
In una nazione normalmente democratica si sarebbe dovuto dimettere seduta stante un parlamentare del genere, invece, da noi, tutto ciò rischia di passare nell’indifferenza.
Decine di migliaia di euro al mese e privilegi immeritati non soddisfano l’appetito di un presunto leader, ora discutibile Senatore di questa povera Repubblica.
E mentre noi sindaci ci sbattiamo quotidianamente per dare risposte concrete alle nostre comunità, questi pessimi politici continuano a gettare fango sulle istituzioni alimentando un risentimento generale, che è benzina per un populismo sempre più diffuso, sempre più pericoloso.
Non può continuare così, perché rischiamo di finire travolti dall’onda di qualunquismo nero che si agita nel Paese. Cominciamo a indignarci di fronte a queste oscenità e ridiamo dignità agli ideali, per immaginare un futuro migliore, libero dal populismo e da questi pessimi politicanti a pagamento, lontani anni luce dai reali bisogni della gente.
Se il nostro novello Virgilio invidia il costo del lavoro dell’Arabia Saudita, potrebbe sempre trasferirsi li, in modo da assaporare appieno il gusto amaro e atroce di una spietata tirannia.
Intanto, però, ci spieghi subito perché un Senatore della Repubblica Italiana è al soldo di un regime e poi, se ha un briciolo di dignità, si faccia immediatamente da parte.

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