Sembra che non ci sia nulla da fare in questo Paese, come se ci dovessimo rassegnare ad una subcultura maschilista che genera quotidianamente mostri. Non ci sono scuse, attenuanti per gli uomini che violentano o picchiano una donna, che la uccidono, che la costringono a una vita d’inferno tra maltrattamenti e minacce.
Ancora giovanissime donne vittime della furia omicida dell’uomo.
Episodi che non possono essere relegati all’aspetto soggettivo soltanto, ma devono essere inquadrati nel contesto più generale di una società ancora profondamente arretrata, dove la parità di genere rappresenta una chimera.
Un contesto dove troppo facilmente si trova almeno una ragione per giustificare, anche solo in parte, una scellerata violenza su di una donna. Se l’è cercata, però poteva stare più attenta, certi atteggiamenti irritano gli uomini, magari se non usciva da sola, se stava a casa la sera, se avesse indossato un abito meno provocante. Fino ad arrivare al licenziamento della donna, colpevole di essersi fidata dell’uomo che amava e che invece l’ha tradita, divulgando foto intime.
Ignobili comportamenti di cui l’autore sa già che avranno ripercussioni terribili sulla ex, per colpa di una società arretrata e maschilista. Occorre uno sforzo enorme per superare dogmi e pregiudizi frutto dell’ignoranza.
La politica, le istituzioni laiche e religiose devono impegnarsi quotidianamente per superare questa condizione di pericolosa arretratezza. Iniziamo dalle scuole materne a insegnare che uomo e donna sono uguali, che hanno stessi diritti.
I libri devono essere fonte di conoscenza e crescita culturale, per cui devono contenere elementi chiari, visibili e indiscutibili di parità tra i sessi, evitando fastidiosi stereotipi. Stessi diritti stesse opportunità. Potremo vincere questa battaglia di civiltà soltanto se da piccoli il concetto di uguaglianza sarà insegnato al pari dell’alfabeto e delle tabelline.
“E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo…”
Cito il primo capitolo della “Genesi” soltanto per ricordare a tutti coloro i quali credono in Dio, che quest’ultimo creo l’uomo “maschio e femmina”, mettendoli sullo stesso piano.
Non saremo ma una comunità civile se la donna non potrà vivere liberamente senza paura, senza essere discriminata, senza essere vittima di insulsi pregiudizi.

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