Gilet Neri No Mask Arancioni

Resto allibito per certi commenti che compaiono sui social anche in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo. Passi l’abitudine quotidiana, per molti, di straparlare senza avere alcuna conoscenza dell’argomento, in fondo anche questa è un’espressione della libertà di pensiero. Magari con qualche insulto in meno non sarebbe male. Tuttavia, la logorroica capacità di scrivere stupidaggini non si è arrestata neppure con una pandemia in atto. Siamo passati in un attimo da un popolo di opinionisti e allenatori a un popolo di virologi ed epidemiologi, con conoscenze così ampie da discettare anche sulle interferenze elettromagnetiche delle antenne 5G sul vaccino anticovid.
Bioingegneri come se piovesse, in un Paese che, purtroppo, fatica a stare dietro alle grandi potenze sulla ricerca e l’innovazione.
La conoscenza precaria delle cose è inversamente proporzionale all’arroganza di voler intervenire su qualsisia argomento, per quanto complesso possa essere.
Una nazione di polemisti ed evasori fiscali, dove la politica ha grandi responsabilità sull’imbarbarimento dei rapporti e la degenerazione culturale in atto. L’esempio parte dai nostri rappresentanti in parlamento, che da tempo, ormai, hanno dimenticato il senso delle istituzioni, il significato stesso di rappresentante del Popolo. Non possiamo far finta di niente, ma l’incompetenza e l’arroganza di certi leader fungono da esempio e chiunque si sente in diritto di parlare della qualunque.
E’ vero che questo fenomeno non è solo italico, vedi, per esempio, l’attuale, uscente Presidente degli Stati Uniti. Avendo perso le elezioni, sta tentando di demolire la credibilità delle istituzioni nel velleitario tentativo di ribaltare quanto è stato deciso legittimamente dal popolo americano. Fortunatamente la democrazia americana è forte e, anche se posta sotto stress dall’esaltazione disperata di un personaggio con troppi punti interrogativi, sta dimostrando, in maniera bipartisan, di essere estremamente resistente.
Non c’è solo Trump; pensiamo a Bolsonaro in Brasile, alle tragiche carnevalate dello zar russo.
Insomma, di esempi per questi professori da tastiera ce ne sono a volontà.
Fatto sta che l’Italia si scopre sempre più cattiva, violenta, maleducata.
La cosa peggiore è che, nei confusi pensieri di questa poltiglia indigesta di “tuttisti per caso”, esclusi i “troll”, c’è sempre un aspetto politico violento.
Questo è ciò che preoccupa e non, certamente, il commento scritto da una qualsiasi persona di qualunque ceto sociale o livello culturale.
Il problema sono i “pigia tasti” che hanno una posizione politica e la esprimono in modo sguaiato e violento.
Alcuni movimenti che tanto vanno per la maggiore, in realtà, sono espressione di posizioni politiche ben definite, con le quali manifestano pubblicamente per le strade e le piazze. C’è un ritorno al manganello attraverso i social, senza escludere le violenze vere per le vie delle città.
Un mondo variegato, – fatto d’ignoranza grassa, arroganza e violenza – che, contestando l’uso della mascherina o i vaccini, in realtà protesta contro l’espressione politica di un Governo.
Forza Nuova, No-vax, Gilet Arancioni sono un “pot pourrì” indigesto, che associa a scalcinate tesi complottiste, fatte di microchip, mercurio, alta finanza, venusiani, ecc., il peggio dell’estrema destra neofascista. Quel nero che pascola dentro le curve degli stadi, in cerca di adepti di scarsa cultura, urlatori professionisti di inutili slogan.
Spesso questi soggetti godono della copertura mediatica anche di partiti dell’arco costituzionale, una forma di tolleranza che non dovrebbe essere utilizzata in tali casi.
Ecco le responsabilità di una certa politica. La spregiudicatezza di accaparrarsi consensi anche dove sarebbe opportuno censurare, senza indugio, comportamenti che nulla hanno a che fare con la democrazia.
Ma l’Italia è anche questa e i frutti di siffatta pessima politica sono sotto gli occhi di tutti.
Basta aprirli, per vedere il baratro che si cela dietro questo mondo fatto di insulti, ignoranza e violenza.
Il nulla culturale, sostenuto da atteggiamenti fascistoidi, che immaginare alla guida del Paese nei prossimi anni può solo creare un legittimo panico.

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