Il duemilaventi ci lascia, evviva il duemilaventuno… Speriamo.

Ci siamo quasi; il duemilaventi ci sta lasciando e non penso ci saranno tante persone nel mondo a rimpiangerlo.
Di sciagure ne abbiamo avute abbastanza, alcuni personaggi famosi e amati ci hanno lasciato ma la palma della più grande iattura deve essere attribuita al Sars-Cov2, responsabile della Covid19 che tuttora sta flagellando il globo.
Una pandemia che ha dimostrato come l’uomo sia ancora indifeso nei confronti degli eventi naturali, nonostante i grandi passi avanti sul piano scientifico.
Riflettevo su di una cosa.
Se tutto il lavoro di concertazione mondiale fatto per trovare un vaccino contro questo maledetto virus, fosse replicato per il cancro, forse, milioni di morti potrebbero essere risparmiati. Ma si sa, anche nelle emergenze e nei drammi ciò che conta è il ritorno economico e per la pandemia c’era e c’è a cifre inimmaginabili. Per il cancro, può darsi, convenga alimentare il commercio di farmaci costosissimi, spesso inutili, ben più remunerativo rispetto ad una sconfitta definitiva del peggior killer silenzioso di tutti i tempi.
Ma lasciamo stare questi discorsi di macro economia sulla pelle delle persone e gettiamoci a capofitto in ciò che la politica ci ha insegnato in questo annus horribilis per il mondo, in Italia.
Ho scoperto, per esempio, che per certi presunti leader e politicanti è importante portare gli auguri di buone feste a personaggi condannati in via definitiva per le loro malefatte a danno dei cittadini italiani.
Politici che non hanno svolto con dignità e onore la loro funzione di rappresentanti del popolo, macchiandosi di reati gravi per i quali sono stati definitivamente condannati. Personaggi potenti e trasversali, per i quali la decisione della giustizia appare ancora più importante.
Tutti in processione nel carcere, tra l’altro, in un momento delicatissimo della vita di questo Paese, per portare un saluto, oppure, per omaggiare in previsione di una breve permanenza nelle patrie galere e di una ripresa dell’attività politica di questi Richelieu nostrani, con agganci in ogni dove. Una pletora ossequiosa che non si vergogna di dare un’immagine squalificante della politica in un contesto nel quale, dovrebbe dare il meglio di se.
Punti di vista.
Ma quest’anno, con la sua pandemia, ci ha confermato quanto di peggio si possa pensare su una certa politica italica, capace di mettere sempre dietro a tutto l’interesse generale, per mantenere privilegi e prebende. Persino sulla salute si sono inscenate tragiche commedie, il cui scopo non è stato quello di lavorare per la decisione migliore per le persone, ma quella capace di intercettare sacche di consenso, spesso, tra i settori più ignoranti della società.
Uno spettacolo indegno, ma che è esattamente ciò che può produrre questa misera sottoclasse politica. Nessun Paese del mondo, eccetto gli Stati Uniti dove un Presidente rappresentante di organizzazioni quali QAnon, suprematiste varie e negazioniste ha devastato l’intera Nazione, ha espresso un’opposizione e pezzi della maggioranza così lontani dai bisogni delle persone.
Non è che occorra fare un’indagine approfondita, basta ascoltare e leggere le dichiarazioni nel corso di questi mesi per avere la dimensione della pochezza di certa politica.
Il mio auspicio per il prossimo anno? In primis che sia sconfitta questa pandemia e, per questo, posso essere ottimita. Poi che l’Italia si affermi una classe politica all’altezza delle immense sfide che ci attendono e, in questo caso, sono pessimista.
Siamo una Nazione che non ha imparato nulla dalle esperienze passate, tranne nel caso della nostra Carta Costituzionale: “Perché ora dovremmo cambiare?”

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