Un virus che cammina, anche, sulla stupidità

Anche oggi oltre 800 morti a causa del Covid.
Un dato drammatico che ci fornisce la misura del pericolo rappresentato da un inopinato allentamento delle misure restrittive.
Cala il dato dei contagiati, anche se ancora troppo alto, ma non accenna a placarsi l’aspetto mortifero di un virus che sta spaventando e condizionando il mondo.
Al di là delle decisioni che il Governo prenderà per queste festività, siamo tutti chiamati ad adottare comportamenti seri e responsabili, che possano diminuire i rischi di contagio.
Il Sars-Cov2 esiste, è ancora tra noi e dobbiamo fare di tutto per arginare la sua forza contagiosa.
Chi ne ha subito gli effetti, sa bene di che mostro si tratti, capace di provocare postumi, altrettanto devastanti.
Anche se va via, il corpo subirà i suoi effetti per un tempo ancora sconosciuto.
Perciò, lasciamo stare chi ancora nega una realtà tangibile, drammatica e proteggiamoci usando la mascherina e mantenendo il distanziamento sociale.
Se proprio non riusciamo a farne a meno, gli aperitivi nei locali sorbiamoli senza venire meno alle precauzioni. Distanziamoci per restare insieme. Isoliamo quelli che non indossano la mascherina ed evitiamo ogni forma di assembramento.
Evitiamo i locali dove, irresponsabilmente, si fa finta che la pandemia non esista.
I mesi che verranno saranno fondamentali per comprendere se possiamo battere il virus, e ripartire alla conquista della normalità.
Per questo, ora, non domani, dobbiamo proteggerci per proteggere le persone cui vogliamo bene.
Ignorare le misure anticovid, magari indossando la mascherina sotto il mento, non rende più fashion o machi, mette soltanto in mostra l’enorme carico di stupidità che certi soggetti possiedono, nonostante tutti gli appelli.
Sono pochi rispetto alla maggioranza delle persone che dimostrano quotidianamente di aver compreso quale sia la posta in gioco, ma sono pur sempre un elemento di pericolo per l’intera comunità.
Adesso, è arrivato il momento di fare sul serio, isolando e allontanando questi pericolosi babbuassi, perché in gioco vi è il futuro e la tenuta sociale delle comunità.
Festeggiamo in maniera sobria per dire no al virus e per riconquistare la nostra sospirata normalità.

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