Se c’erano dubbi ora ce li siamo tolti. Questo sistema è fallimentare e anche pericoloso. In Italia i controlli non esistono e il territorio è abbandonato a se stesso. Inutili le leggi, le ordinanze e quant’altro. Anni di abbandono del Comparto sicurezza e una politica incapace di sviluppare serie politiche sulla sicurezza, che non fossero inutili spot o un buonismo assurdo e nefasto per gli effetti sul territorio. Tutto questo, in un contesto culturale che fa dell’onestà e del rispetto delle regole (spesso farraginose e ingiuste) un fardello anziché una qualità.
Un mix disastroso, che in tempo di pandemia è divenuto esiziale.
Servono i controlli, come servono norme snelle e facilmente applicabili. Invece, si percorre la strada inversa. Pochi controlli (per non dire zero) e sanzioni spesso inapplicabili per le procedure assurde previste da norme raffazzonate e, sempre, frutto di mediazioni al ribasso.
Per accontentare tutti, si continua a non fare nulla di utile.
L’ho detto più volte che non siamo la culla del diritto, ma il Paese dell’ingiustizia e dell’illegalità.
Un insieme di situazioni nel corso dell’ultimo trentennio hanno provocato un disastro, da una parte frutto della supponenza e dell’ignoranza, dall’altra dalla pervicace volontà di neutralizzare ogni strumento utile a perseguire la corruzione che caratterizza la politica e la nostra P.A..
Adesso una pessima politica blatera di aperture sotto le festività, per raccattare pezzi di consenso nelle sacche più irresponsabili della società, facendo finta di non sapere che, un allentamento delle misure anticovid, potrebbe causare un disastro.
Tutto questo senza la possibilità di fare adeguati controlli.
Che vergogna, non si tratta di leader ma di azzeccagarbugli adeguati al basso livello culturale dei soggetti che si affannano a conquistare.
Non può continuare così.
Una burocrazia soffocante e prepotente. Servizi scadenti, a fronte di una tassazione oppressiva senza rivali.
Una Giustizia ingiusta e vergognosamente lenta.
Senza calcolare la condizione giovanile, senza prospettive di un lavoro dignitoso e un futuro certo.
Per ripartire dopo questa pandemia occorrerà un altro modello di sviluppo e un’altra politica.
Non credo che saremo in grado di cambiare, purtroppo.

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