Il diritto di avere diritti

In questi giorni, insieme alla maledetta pandemia, è d’attualità il “dramma”, non ho altre parole per definirlo, del “Revenge Porn”.
Attimi di intimità che, improvvisamente, vengono condivisi sui social da più persone all’insaputa dell’interessato. Mi correggo: in un Paese misogino e arretrato come il nostro, non c’è mai l’interessato, ma la vittima è sempre l’interessata. Momenti di intimità, ripresi consapevolmente dai protagonisti, che diventano virali per la folle irresponsabilità di un uomo che non accetta, quasi sempre, di essere lasciato. Un comportamento generato dalla consapevolezza che il sesso è ancora visto come un’arma da utilizzare contro le donne.
In un Paese con una doppia o tripla moralità, le conseguenze sono insopportabili per le vittime, costrette a vivere nella vergogna. Donne che, come accade troppo spesso, si fidano dei partner convinte di trovare in questi la stessa sensibilità che loro possiedono in quanto donne.
Ma non è così.
Carnefici senza scrupoli che, incapaci di sostenere il confronto con le loro compagne, scatenano i loro istinti peggiori.
Criminali che, sapendo quanto sia arretrata la nostra società, cercano di distruggere chi ha donato loro passione e felicità.
Non hanno sbagliato le vittime, ma vanno condannati “senza se e senza ma” i vigliacchi, che non meritano neppure di essere considerati uomini. Non si può pensare di licenziare la donna vittima del “Revenge Porn”, ma si potrebbe valutare il licenziamento del carnefice.
Personalmente ritengo questo reato insopportabile.
Purtroppo l’ignoranza, i pregiudizi, i tabù generano i mostri che tormentano e feriscono le donne vittime, troppo spesso, di essersi fidate e di aver amato troppo. Il sesso è una parte fondamentale della vita di ognuno di noi e chiunque deve sentirsi libero di viverlo, in accordo con il partner, come meglio crede. È un rapporto di fiducia, che non può coesistere con la paura, col dubbio.
I limiti vanno cercati insieme, perché l’amore deve essere vissuto liberamente per essere piacevole, per essere vero.
Le donne lo sanno, da sempre, che l’amore merita rispetto per essere vissuto nel modo più coinvolgente e appagante.
Lo sanno in quanto madri, mogli, compagne, amanti.
Siamo noi che dobbiamo imparare.
Sono gli uomini che devono crescere e maturare per poter comprendere ciò che per le donne è chiaro dalla notte dei tempi.
L’Italia è la nazione del femminicidio, della discriminazione sessuale e, adesso, anche del “Revenge porn”.
Per combattere questi fenomeni connessi all’arretratezza e all’ignoranza occorre investire nella crescita culturale.
Bisogna insegnare dalle scuole materne il rispetto reciproco tra uomo e donna, facendo sì che i concetti di uguaglianza e pari opportunità siano naturalmente condivisi da entrambi i sessi.
Non potremo mai definirci civili finché le donne non otterranno il diritto di avere gli stessi diritti degli uomini.

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