Indovina chi viene a cena (a Natale)? Il virus.

Mentre la tinta dei capelli cola sul viso di un maturo avvocato, intento a spiegare la natura ultraterrena del complotto che ha fatto perdere le elezioni al miglior presidente di tutti i tempi degli Stati Uniti, (ne è convinto l’interessato), mister Trump, in Italia si discute del cenone di Natale, per Capodanno ci sarà tempo. Oltre 30 mila contagiati al giorno, ospedali in crisi, un’economia alla canna del gas e la politica, quella che dovrebbe guidare 60 milioni di italiani, si pone il problema di come si potrà mangiare il panettone intorno a un tavolo. Si ricomincia con i congiunti, follia che già ci è costata cara, invece di chiarire che sarebbe il caso di limitarsi ai conviventi. Ma noi siamo quelli che vietavano il ballo, chiudevano le discoteche, (dopo aver creato un disastro), ma permettevano matrimoni di centinaia di persone all’interno dei quali si ballava, ci si assembrava, ci si abbracciava e sputacchiava allegramente addosso.
La conseguenza è stata di trasformare decine di cerimonie in cluster, con centinaia di contagiati. Sorvolo sulla follia delle discoteche aperte d’estate con l’obbligo del distanziamento tra “danzatori”, genialità degna delle migliori performance del duo Gianni e Pinotto.
Dopo un lockdown che ci aveva consentito di frenare la pandemia, scelte assurde hanno provocato il disastro che ora viviamo tutti sulla nostra pelle e, con la speranza di veder scendere di qualche decimo quel famigerato indice Rt, progettiamo come, eventualmente, vivere “allegramente” le festività natalizie. Tanti sacrifici per combattere il Sars-Cov2, limitare contagi e il numero delle vittime e, quando stiamo raggiungendo il traguardo, ricominciamo da capo danzando allegramente tra uno spritz e l’altro, oppure, mangiandoci allegramente un panettone tra “congiunti”.
Ma che razza di popolo siamo.
Abbiamo un nemico feroce e invisibile da battere e non è facile; il mondo è segnato dagli effetti della pandemia che solo in Italia ha causato decine di migliaia di vittime e, appena le cose iniziano ad andare meglio, ci condanniamo a un nuovo inferno.
Capisco l’idiozia conclamata dei negazionisti, l’ignobile strumentalizzazione politica di un’opposizione che ha come riferimenti i peggiori sovranisti del mondo, ma non comprendo chi sa bene cosa sia questo maledetto virus e lo combatte senza sosta fino a quando non vede un piccolo miglioramento. Dopodiché, inizia l’operazione suicidio, sulla base di un “tafazzismo” che rasenta la follia.
Consentiamo gli acquisti nel pieno rispetto delle prescrizioni anti-Covid, ma per i cenoni, che siano a casa o al ristorante, limitiamoci ai conviventi per evitare una pericolosa promiscuità.
Facciamo che le imminenti festività di fine anno restino nella storia del nostro Paese, in quanto artefici della sconfitta di questo maledetto virus.
Mangiamoci il panettone, ma evitiamo di divorarci il buon senso.

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