Non mi è mai piaciuto Trump, non perché sia repubblicano, quindi rappresentante della destra americana, ma per il suo essere in antitesi con il concetto di democrazia ed essere il paladino del peggiore estremismo razzista, omofobo, antifemminista mondiale. Un personaggio lontano anni luce da un “self made man”, ma erede fortunato di un immenso patrimonio che gli ha permesso di fare ciò che ha voluto. Un soggetto, a volte comico “involontario”, che ha sempre disprezzato le donne, la cui cultura rasenta l’analfabetismo funzionale. Nonostante ciò, per una serie di favorevoli circostanze si è ritrovato a fare il Presidente degli Stati Uniti. Un illetterato diventato l’essere vivente più potente al mondo e, questo, dimostra il progressivo arretramento culturale come patologia universale e non solo nostrana.
Un politico capace di rappresentare le istanze più pericolose di una estrema destra antidemocratica e fascista (“Proud Boys”, “Oath Keepers”), insieme alle più sgangherate e anch’esse pericolose, incarnate dalla famigerata “QAnon”. Un pout pourri indigesto che si sente ben rappresentato da un tycoon spregiudicato, apparentemente di successo, che si definisce antipolitico, sapendo bene che questo comporta, in un contesto difficile per l’intero pianeta, un consenso non indifferente. Trump è tutto quello che c’è di sbagliato in politica, è il rappresentante peggiore di una qualunque istituzione, è l’essenza dell’egoismo e, guardato con gli occhi della sana normalità, un clown pericoloso per la democrazia. Ora, sconfitto nella corsa alla Casa Bianca, da dove presto traslocherà, non ha esitato a infangare gli avversari, nonostante l’evidenza, gli stessi uomini delle istituzioni nominati da lui dicano il contrario e l’OCSE abbia assicurato l’assoluta legittimità e trasparenza delle procedure di voto. Niente; come un disco incantato, con un livello di spregiudicatezza sconosciuto in America, come un bimbo viziato che gioca col fuoco ripete pericolosamente di aver subito un furto, di aver vinto le elezioni che Biden gli avrebbe poi rubato. Considerata la realtà, tra l’altro da Presidente è lui che esercita il controllo sulle procedure, ci sarebbe da ricoverarlo in una clinica psichiatrica, ma una democrazia che si fonda sul rispetto reciproco, adesso è costretta a subire l’arroganza e la follia di un expresidente che non vuole andarsene.
Il vero problema è che Trump sta lacerando il tessuto politico e sociale degli Stati Uniti, con conseguenze difficilmente immaginabili da qui ai prossimi quattro anni. Sta martellando le istituzioni dall’interno, cercando di erodere la fiducia, – fino adesso granitica -, del popolo verso il suo sistema democratico.
La realtà è che Trump ha semplicemente perso le elezioni, nulla di più, ma quella parte di mondo estremista e malato che rappresenta, nonché la sua indole arrogante aggravata da un livello culturale precario non accettano di farsi da parte e cercano di creare le condizioni di caos e sfiducia ideali per una eventuale, sarebbe tragica, rielezione. L’America non è un Paese qualunque, ma la nazione più potente al mondo in grado di condizionare gli equilibri politici e, la stessa democrazia, in quasi ogni angolo del globo. Che ci sia un Governo trumpista o democratico può fare la differenza a migliaia e migliaia di chilometri lontano dagli U.S.A..
Non ho mai tollerato il berlusconismo, la patologia che ha afflitto l’Italia a seguito dell’affermazione politica del Cavaliere e, allo stesso modo se non di più, abborrisco il trumpismo, la malattia che ha colpito l’America e dalla quale spero, ma non nutro fiducia, guarisca presto.
Per i trumpisti di casa nostra, che rappresentano un’ampia fascia di istanze che vanno dalla Lega alla peggiore destra, razzista e fascista non posso che provare repulsione e anche pena per alcuni casi umani. Salvini, col suo scimmiottare il trumpesimo, denunciando a sua volta brogli che non esistono, e la Meloni, politico di riferimento di quel galantuomo simpatizzante fascista di Steve Bannon, stratega trumpiano, rappresentano i disvalori alla base del successo del Donald americano. Disinformazione, populismo, xenofobia, negazionismo, sovranismo, egoismo e un costante martellamento della credibilità delle istituzioni.
Ora sappiamo cosa è in realtà Trump e cosa rappresenta.
L’auspicio è che la situazione negli Stati Uniti non precipiti a causa dell’irresponsabilita del Presidente uscente e che in Italia, quanto sta accadendo al di là dell’oceano Atlantico rappresenti un monito: “Mai trumpisti in questo Paese, mai l’odio prevalga sull’umanità e la democrazia”.

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