E’ un momento davvero difficile per il pianeta che si trova a combattere questo virus potente e imprevedibile, capace di mettere in discussione persino le capacità economiche di un intero Paese; che sia grande o piccolo non fa differenza.
L’Italia, nonostante la becera politica negazionista di un’opposizione irresponsabile, ha inizialmente risposto nel miglior modo possibile a questa aggressione terribile e invisibile, che ha mietuto migliaia di vittime.
Tutti chiusi in casa, per evitare che il contagio si diffondesse senza ostacoli, creando un disastro sanitario senza precedenti. Questo ha avuto un costo in termini economici che, lo Stato, è riuscito a coprire con grande fatica, divincolandosi tra i sempre troppi furbastri, che per anni non hanno pagato le tasse e poi hanno dichiarato incassi stratosferici per ottenere ingiusti risarcimenti.
Tutto il mondo ci ha lodato e la stessa O.M.S. ha riconosciuto i meriti di scelte difficili, ma che ci hanno preservato da una possibile Waterloo sanitaria.
Chi ci aveva isolato e criticato sta ancora facendo i conti con scelte diverse che hanno ignorato la pericolosità del Covid, che ora dilaga nei loro Paesi.
Le scelte difficili ma giuste, il Governo le ha portate avanti tra le mille critiche di un opposizione che non voleva il lockdown, affermando che l’obbligo della mascherina rappresentava simbolicamente la dittatura sanitaria in atto e altre castronerie del genere. Un ragionamento raffinatissimo, sostenuto da comportamenti irresponsabili dei singoli leader, intenti quotidianamente a farsi selfie in mezzo alla folla privi di protezione. Quello che è mancato allo Stato è stato il passo successivo, l’opera che soprattutto le regioni avrebbero dovuto fare per prepararsi alla successiva ondata di contagi prevista per l’autunno.
Dopo un’estate folle, dove milioni di italiani si sono dimenticati che eravamo, comunque, in piena pandemia, all’arrivo del periodo autunnale uno tsunami di contagi ha travolto le misere difese alzate contro il virus e spazzato via tutte le assurde polemiche e discussioni sul fatto di riaprire o chiudere il Paese.
Impossibile dimenticare la folle riapertura delle discoteche, come se fosse stato possibile rispettare le prescrizioni anticovid tra uno spritz e l’altro. Oppure come non rimanere basiti dalla successiva chiusura dei locali da ballo, lasciando che matrimoni, compleanni o cerimonie varie potessero mettere insieme centinaia di persone a festeggiare senza precauzioni, tra un allegro trenino e varie portate.
Una follia, frutto di mediazioni assurde che, però, paradossalmente andava incontro, sia alle richieste dei governatori e degli esercenti sia a quelle di una opposizione che ha dimostrato di non essere assolutamente all’altezza di sfide epocali come una pandemia.
Così siamo arrivati a oggi, con questo nuovo mini lockdown che colpisce alcuni settori, che il Governo si è impegnato a risarcire, tra i quali la cultura.
Perché penalizzare cinema e teatri quando sono stati capaci in questi mesi di non rappresentare un problema?
La cultura non ha favorito il Covid, semmai ha aiutato a ragionare sulle cose giuste da fare.
Questa chiusura culturale non l’ho compresa e, anche per ciò, ritengo che la scelta dell’Esecutivo, frutto di mediazioni irricevibili, sia errata.
Sono persuaso che andassero fatti controlli seri, una vera e propria opera di prevenzione e repressione di tutte le condotte in violazione delle norme anticovid. Poteva essere utilizzato l’Esercito, con una chiara e limitata competenza specifica per il rispetto delle ordinanze finalizzate alla tutela sanitaria e al contrasto alla pandemia. Purtroppo, in questo disastrato Paese nessun politico vuole essere padre di norme severe e immediatamente esecutive, perché l’Italia è così, un posto dove la legalità non è premiante di fronte alla furbizia imperante.
L’ho scritto mesi fa che sarebbe stato un disastro il clima di impunità che esisteva sui territori, la sensazione di onnipotenza dei somari che non volevano rispettare le regole impartite con decreti e ordinanze e così è stato. Ovviamente, i controlli dovevano essere affiancati da una costante opera culturale affinché la battaglia contro il virus diventasse un processo fortemente condiviso.
Invece nulla.
Ora si tenta, con un provvedimento per me sbagliato, di limitare i danni e scongiurare pericoli, colpendo chi, in questi mesi, ha lavorato in modo responsabile.
Un’altra scelta fondata sul nulla, perché i controlli, comunque, non ci saranno.
In tutto ciò, fa sorridere il ruolo svolto dall’opposizione, che è passata da un riaprite tutto e via la mascherina che il virus non c’è più, al chiedere al Governo cosa abbia fatto per evitare questa nuova impennata dei contagi. Dopo aver passato l’estate a rompere i maroni con manifestazioni negazioniste, a invitare a non indossare la mascherina perché in Italia c’era una dittatura sanitaria (detto dagli eredi del fascismo appare un gigantesco e ridicolo ossimoro), a farsi i selfie ignorando ogni cautela adesso cercano di recuperare dicendo l’esatto contrario di ciò che affermavano poche settimane fa. Senza vergogna, se pensiamo che a questa pletora di irresponsabili istituzionali, si sono poi uniti tutti i gruppi più assurdi capaci di contestare la forma della terra, l’utilità dei vaccini e, ancora più grave, i gruppi neofascisti che, insieme agli ultras, vorrebbero trasformare le piazze in terreno di scontri violenti.
Comprendo, in ogni caso, le proteste civili di settori dell’economia del Paese; rispettando le misure anticovid tutto si può fare. Diversamente le proteste delle centinaia di disadattati, violenti, fascisti che lanciano molotov, bombe carta, che distruggono tutto ciò che incontrano nel loro percorso, nulla hanno a che fare con il commercio o la cultura che sono stati segnati da questo nuovo DPCM. Sono manifestazioni di chi utilizza la paura e le preoccupazioni della gente, per esercitarsi nella cosa che sa fare meglio: “Creare tensioni e caos”.
Non è l’Italia onesta che lavora e che vorrebbe lavorare a fare i danni nelle strade e nelle piazze, ma semplici bande di delinquenti e fascisti che cercano di creare tensione in un momento così drammatico.
Spero che non ci sia alcuna tolleranza con questi pericolosi dementi ma, nello stesso tempo, mi auguro che il caos da loro creato non sia fonte di avventati ripensamenti o scelte che darebbero soltanto più forza a una destra ridicola e pericolosa.
Siamo in piena pandemia, un momento storico nel quale ci giochiamo il nostro futuro. Qualunque scelta del Governo o del Parlamento, giusta o sbagliata a seconda del sentire di ogni singola persona, non deve essere contestata sulla scorta di proteste violente e inaccettabili.
L’Esecutivo porti avanti il discorso con i vari settori della società e dell’economia di questo Paese, l’importante è che sia chiaro a tutti i soggetti interessati che questi dementi, che si nutrono di slogan e violenza, non sono utili a nessuno. Devono essere soltanto isolati e perseguiti per il loro comportamento becero e criminale.
Non sono loro l’Italia che manifesta civilmente il proprio disappunto e la propria paura e che vuole dialogare per migliorare l’opera delle istituzioni; sono semplici criminali e come tali dovranno essere trattati.

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