Non sono d’accordo con un nuovo lockdown. Il Paese non lo reggerebbe, sarebbe un disastro. Da tempo ripeto che i controlli e relative sanzioni sarebbero stati fondamentali in una nazione allergica alla legalità. Un’estate folle ha posto le basi per questo disastro, eppure, controlli zero. Tolleranza, una parola abusata in Italia, ha annichilito ogni possibilità di evitare lo tsunami di contagi. Ora si vorrebbe unire al disastro un altro disastro rappresentato dal possibile lockdown. Gli imbecilli senza mascherina, nel frattempo, continuano a pascolare in piazze e strade. Scienziati improvvisati professano teorie sgangherate che minimizzano gli effetti del virus o inventano teorie bislacche sull’inutilità della mascherina, simbolo di uno stato di polizia. Dementi in libertà che si uniscono a coloro i quali si sentono al di sopra della pandemia, belli e belle di notte, liberi di fare ciò che vogliono. Una politica cialtrona è passata dal riaprite tutto, la mascherina non serve, il Governo è golpista, la seconda ondata è una invenzione, al cosa avete fatto, chiudete tutto.
Nel frattempo, non si è investito alcunché sui controlli preventivi e sulla repressione dove serviva.
Quel buonismo italico, assolutamente folle, ha generato lassismo e prepotenza.
Siamo in un mare di guai, con un Paese arretrato, privo di strutture efficienti e con una Giustizia vaga e lenta.
Ora sono pessimista, non so come e quando ne usciremo, ma è certo un altro lockdown condannerebbe a morte l’Italia.
Non solo la criminalità gode dei difetti di questa nazione fragile, precaria, ingiusta, ma anche il Covid19 si è rafforzato approfittando delle nostre ataviche debolezze.
Continuiamo con il buonismo insensato, con le decisioni incerte, con una politica insulsa, che hanno arricchito soltanto la ricchezza.
La migliore strada per finire nel baratro di un futuro senza speranza.

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