I sindaci in prima linea e la lobby dei “capitati in Parlamento per caso”

Non voglio fare del mero populismo, ma sentire un parlamentare che sproloquia sulla c.d. “Lobby dei Sindaci” mi urta terribilmente.
Questi signori, spesso a caccia di notorietà per una, spero, improbabile riconferma, lautamente pagati e fruitori di privilegi di ogni genere, si permettono di trattare con disprezzo i primi cittadini che, “sottoindennizzati”, gonfi di responsabilità, perennemente a contatto coi cittadini, spesso arrabbiati per inefficienze che non riguardano i comuni, portano avanti il loro mandato tra milioni di difficoltà e privi di risorse. Questi parlamentari che, sovente, per cercare consensi immeritati, propongono norme assurde o approvano provvedimenti dei quali non hanno la più pallida idea, si permettono di oltraggiare chi, ogni giorno, lotta per rispondere alle esigenze concrete dei propri cittadini. Dovrebbero vergognarsi proporzionalmente agli stipendi immeritati che percepiscono. Altro che “Lobby dei Sindaci”, semmai c’è una lobby di incompetenti che si nasconde tra gli scranni del parlamento, che danneggia l’immagine di coloro i quali, declinano le funzioni di Deputato e Senatore con dignità e competenza.
Invece di parlare a sproposito dei sindaci, cominciassero a rivedere norme oscene che condizionano negativamente la funzione svolta dai primi cittadini.
Anziché blaterare dall’alto dei loro privilegi, se ne hanno la capacità, diano un contributo per rafforzare il ruolo dei comuni, afflitti da anni da assurdi tagli e norme che pensano più alla forma che alla reale sostanza dei problemi.
A questi privilegiati senza merito, l’invito è a tacere per evitare di dimostrare a tutti di essere capitati in Parlamento per caso, essendo fondamentalmente degli incompetenti.
Devono soltanto vergognarsi.
Noi, ogni giorno, la faccia ce la mettiamo e ci confrontiamo con la carne viva dei problemi dei territori, rimanendo a contatto coi cittadini e pagando di persona i nostri errori.
Questo con indennità miserevoli, che umiliano la funzione, le Istituzioni e senza privilegi.
Il nostro Paese, il nostro Parlamento non meritano la presenza di certe figure.

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