Era stato prospettato da molti esperti e dall’OMS e puntualmente sta avvenendo. Una recrudescenza dei contagi, via via che l’autunno procede verso l’inverno, non sono un buon segno e allontanano inesorabilmente un eventuale ritorno alla normalità. Tutto sta contribuendo a questa situazione. Un’estate assurda all’insegna del “liberi tutti”, il comportamento irresponsabile che genera assembramenti dove la mascherina viene usata sul braccio come un orpello e l’intollerabile mancanza di controlli percepita come un via libera dalle torme di incivili, che infestano strade, piazze e locali senza rispettare alcuna prescrizione anti-Covid. Fa impressione notare come ancora non vi sia la consapevolezza di dover lottare contro un mostro invisibile che, una volta entrato in circolazione, non si sa ancora quanti danni possa provocare al fisico. Non bastano le decine di migliaia di morti, le migliaia di persone che, una volta uscite dalla rianimazione e non solo, convivono con le conseguenze devastanti dell’infezione. Niente scuote le teste vuote di chi, entrando nei locali, si infastidisce se viene invitato a rispettare le distanze evitando pericolosi assembramenti attorno un tavolo. Poi tutti a protestare o criticare se vengono presi provvedimenti restrittivi a tutela della comunità. Se non ci si autoregola è ovvio che si debbano cercare altre strade per evitare i contagi. In piena pandemia, che sta provocando centinaia di migliaia di morti e milioni di contagiati, troppi scienziati improvvisati, nelle strade, nei locali in ogni dove, pontificano dall’alto della loro ignoranza per minimizzare il problema e giustificare, la fesseria, di indossare la mascherina su un braccio. Non parliamo del distanziamento sociale, ignorato con la scusa di essere parenti, amici o colleghi di lavoro. Il festival della minimizzazione di un problema che sta segnando tragicamente il pianeta. In questo contesto, però, una responsabilità enorme se la sono assunta e se la stanno assumendo coloro i quali, essendo preposti a far rispettare le ordinanze e le leggi, continuano a fare finta di nulla e a lasciare che tutto proceda, vergognosamente, in direzione di un esiziale lassismo. Non si tratta di andare oltre le proprie possibilità, ma di fare quel minimo di presenza concreta, procedendo, laddove sia necessario, a reprimere le condotte pericolose poste in essere da chi pensa che la pandemia sia un gioco.
È penoso vedere chi rappresenta lo Stato fare finta di nulla, sebbene il rischio che si corre sia altissimo.
Non servono norme restrittive, ordinanze a tutela della salute se poi, chi deve farle rispettare, si volta dall’altra parte lasciando che tutto vada in malora. Una iattura, che si unisce all’irresponsabilità delle persone, libere di fare ciò che vogliono.
L’Italia è un Paese strano.
Siamo stati in grado di fare per primi un lockdown straordinario, che probabilmente ci ha risparmiato decine di miglia di morti in più. Appena siamo usciti, abbiamo ignorato anche le norme più elementari, agevolati dalla mancanza di controlli.
Sinceramente mi auguro vada tutto bene; diversamente, i responsabili del disastro non sarà difficile identificarli.
Tra questi, vi saranno anche i preposti ai controlli nelle situazioni a rischio, che hanno deciso di non vedere e di non fare, celandosi dietro numeri e statistiche affastellati tanto per dimostrare di esistere, nell’ambito di una falsa efficienza.

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