Il “medico della mutua”, vota Antonio.

Capisco le immense difficoltà provocate da questa pandemia, soprattutto, comprendo la necessità di vedere gli effetti di una determinazione per poi decidere se fare eventuali modifiche. Quello che non approvo sono le decisioni insensate, tipo, apriamo le discoteche lasciando in croce teatri e cinema. Ci vuole un impegno enorme per cercare di capire le ragioni di una scelta assurda, che ha solo incrementato il numero dei contagi, a meno che, qualcuno, non fosse davvero convinto che dopo aver bevuto, assunto chissà che e sotto una musica assordante, si potessero davvero utilizzare le mascherine e lasciare, durante i balli, lo spazio previsto per restare in sicurezza.
Un disastro che continua perché, dopo il dietro front tardivo, ecco che spuntano le deroghe; pare che per le cerimonie il ballo sia ammesso.
Siamo alla follia.
Matrimoni di 200, 300 persone e anche più, molte sconosciute tra di loro e provenienti da ogni dove, tutti beatamente a saltare per la gioia di un virus che non aspetta altro.
Ma si le deroghe, un’altra malattia storica di questo disgraziato Paese.
Si fa una norma e poco dopo viene praticamente depotenziata da una sfilza di deroghe tutte motivate dall’unica necessità di favorire questo o quell’altro.
Partiamo sempre bene, ma subito dopo torniamo sui nostri passi annullando ogni beneficio per la collettività.
D’altronde siamo il Paese delle riforme inattuate, delle vittorie di Pirro, dei bizantinismi, del centro di gravità permanente.
Così è impossibile amministrare nel modo più giusto.
Una serie infinita di limitazioni per riaprire le scuole quando, fino ad ora, troppe famiglie non hanno rispettato un tubo, fregandosene dei figli.
Chi ha riempito le piazze per la movida, per l’aperitivo, solo i giovani? Suvvia, tavolate lunghissime di persone tutte ammucchiate, che hanno ignorato beatamente le disposizioni emanate per evitare i contagi, senza contare i “minus habens” dei negazionisti che, senza alcuna protezione, hanno manifestato nelle pubbliche piazze il loro confuso (non)pensiero.
Adesso quegli stessi soggetti che hanno vissuto un’estate da leoni, chiedono, anzi, invocano tutele per i propri figli, messi a rischio dai loro comportamenti irresponsabili.
La pandemia non ci ha fatto diventare migliori, anzi ha acuito i nostri comportamenti peggiori, il tutto amplificato dall’assenza di controlli (mancanza di una intelligente azione repressiva) che, vista la posta in gioco (la nostra salute), appare come un sostanziale atto di resa dello Stato.
Se mi chiedessero ora che penso, cosa immagino per il futuro sarei in grande difficoltà.
Da cittadino non saprei, ma leggendo le notizie sui giornali non potrei che essere molto preoccupato.
Da Amministratore di un Comune, – praticamente gli enti dimenticati dalla politica e dal Governo, sui quali però scaricare responsabilità infinite -, sono pessimista e non vedo nulla di buono per il futuro.
Mi sembra di far parte di quell’italietta un po’ truffaldina, che si arrangia, descritta magistralmente in alcuni film di nostri grandissimi registi, magistralmente interpretati da attori come Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Totò.
Il passato è stato un pessimo compromesso, così come il presente e, purtroppo, se nulla cambierà per davvero, lo sarà anche il futuro.

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