Ci risiamo, come la storia c’insegna i corsi e ricorsi sono una sorta di pendolo sul quale si gioca il destino delle nazioni.
Recep Tayyip Erdogan, il Sultano Turco, ha gettato la maschera e, dopo aver trascinato la Turchia in una crisi sociale ed economica drammatica, cerca di mantenere il suo immenso potere attraverso la repressione interna e individuando di volta in volta nemici esterni da aggredire verbalmente e militarmente.
Un tiranno cresciuto all’ombra dell’occidente, che lo ha armato fino ai denti, che ha trasportato la laicissima Turchia in una dimensione teocratica, che confligge con la sua Costituzione ed è quanto di più lontano si possa immaginare dal Paese rifondato da Mustafa Kemal Atatürk, il padre della moderna Turchia.
Un problema immenso per l’occidente che si trova nel Mediterraneo un tiranno senza scrupoli, che vuole assolutamente mettere le mani sui ricchi giacimenti di gas, senza farsi remore di entrare in rotta di collisione con Grecia e Cipro.
Il Sultano, incapace di costruire un’economia forte e dare risposte sociali adeguate ai bisogni del Paese, sfrutta la sua tremenda forza, generata dall’avere a disposizione uno dei più potenti eserciti del mondo, per compattare l’opinione pubblica segnata dall’assenza di una vera opposizione interna, decimata dalla violenza di un tiranno sempre più lontano dai valori democratici e sempre più vicino all’ottusa interpretazione teocratica del suo ruolo istituzionale.
Si, l’Europa ha un grande problema, tanto più in un momento nel quale gli Stati Uniti sono sotto la guida di un Presidente inadeguato, che non ha azzeccato una sola mossa in politica estera e la Russia è sempre più il regno di un altro personaggio scaltro e arrogante, al cui confronto gli Zar erano degli inesperti damerini.
In tale quadro, che fa venire i brividi, il Sultano armato con i più moderni aerei da guerra e droni supersofisticati alza la voce minacciando tutta l’Europa che, certamente, non potrà restare a guardare in caso di un’aggressione alla Grecia.
Non c’è solo il Covid19 a terrorizzare il mondo, ma anche la follia espansionistica di un moderno Saladino, disperatamente alla ricerca di mantenere il suo potere in un Paese stremato da una crisi infinita.
Pensavamo di essere al sicuro, al di là dei comportamenti criminali che in passato hanno generato guerre e sofferenze, ma l’assenza di una crescita culturale e il mancato affrancamento da logiche tribali e religiose in Paesi dove l’occidente ha investito solo in armi e industrie per la produzione di beni a basso costo, sta determinando nuove e preoccupanti tensioni che, attualmente, non si può immaginare dove possano portarci.
Una cosa è certa, non siamo più al sicuro.
Il nemico, anzi, i nemici, ce li abbiamo appena fuori dall’uscio. Leader violenti, antidemocratici sempre pronti a trovare un nemico esterno per nascondere i drammatici fallimenti interni.
Come al tempo di Rasputin si avvelenano i nemici, anzi, gli avversari politici e come al tempo dello scontro tra Serse e i Greci, l’attuale Sultano Turco minaccia la rovina degli avversari.
Non è un buon momento per il mondo.
Non sarà semplice uscirne, ma è il caso che l’Europa e l’intero occidente cominci a fare ammenda per gli errori compiuti, nella speranza che non ci siano conseguenze irreparabili, visti i folli attori in campo.

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