Lo Zar, il Sultano e la pandemia.

Mentre in Italia fioccano gli allarmi sul pericolo rappresentato dal Covid e dal rischio di ritrovarci in autunno in un oceano di guai, ognuno continua a fare praticamente ciò che vuole. Le movide sparse per lo stivale sono la sagra dell’idiozia, dove la mascherina non è quasi ammessa e il distanziamento sociale non supera i 15 cm. Mettiamo giustamente in croce i cinema, i teatri, le scuole e poi ognuno fa ciò che gli pare, tanto i controlli sono un’eccezione. Riapriamo le discoteche, imponendo misure ipocrite che nessuno rispetterà e poi, per utilizzare i giochi nei parchi, ai comuni sono dettate prescrizioni improponibili e, i giochi, rimangono sigillati con buona pace dei nostri figli.
Non va.
È inutile dettare regole se nessuno poi controlla seriamente che siano rispettate. Praticamente, è tutto fuori controllo.
Non resta che affidarci alla sorte, nella speranza che l’autunno non sia foriero di un nuovo, drammatico lockdown.
E mentre l’Europa si richiude per scongiurare il rischio di una esplosione pandemica che sarebbe esiziale, il Sultano turco sposta le sue mire sul Mediterraneo.
Un pericoloso antidemocratico, che guida un Paese disastrato economicamente anche per le sue scelte folli, è a capo di uno degli eserciti più potenti al mondo, armato dagli Stati Uniti e dall’Europa.
Di fronte a un Presidente Americano incapace di elaborare una qualsiasi forma di politica estera plausibile, con una Europa resa debole anche dal sovranismo che caratterizza molti paesi che ne fanno parte, prima lo Zar Russo e ora il Sultano Ottomano pensano di poter fare ciò che vogliono, non solo all’interno dei propri paesi o in Medio Oriente, ma addirittura qui nel nostro mare.
Una prospettiva da brividi, che non può non inquietare chiunque abbia un minimo di cervello. Abbiamo già vissuto il dramma dell’Ucraina, la guerra in casa. Ora l’Erdogan della NATO, – quello che infischiandosene degli appelli di mezzo mondo, trasforma un museo in una moschea inviando un chiaro segnale su chi sia questo populista, teocrate turco -, mette sotto pressione Cipro e la Grecia. A proposito, mi piacerebbe sapere i reali contagi di Covid nella Russia putiniana, del vaccino “Prêt à Porter” e nella Turchia del gran sultano.
Penso sia impossibile, visto il controllo totale esercitato sui mass-media, che fa scrivere solo ciò che i due campioni di civiltà e democrazia vogliono. Un po’ come i mitici treni in orario del fu Dux italico.
Non è un buon momento per il mondo e per l’Europa; la cosa terribile è che non ci sono soluzioni all’orizzonte mentre, sia la Russia che la Turchia, continuano ad armarsi con le tecnologie più avanzate.
Questi sono i frutti marci del sovranismo e del populismo.
Magari ce la faremo e supereremo indenni anche questa situazione, ma la lezione che ci sta impartendo il presente spero sia capita velocemente, poiché solo con una presa di coscienza collettiva si potrà pensare serenamente al nostro futuro.

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