Prima gli italiani… Prima i russi, prima gli americani, prima i cinesi….

Personalmente sono stato abituato a non guardare alle cose che non servono, ma a valutare oggettivamente persone e fatti. Non mi interessa l’estetica in politica, guardo con attenzione ai contenuti, perché sono quelli che contano. Anche le parole hanno una straordinaria importanza in politica. Possono essere esteticamente valide e prive di contenuti, così come potrebbero essere affastellate a caso, ma avere significati importanti. Per questo non mi affascinano gli slogan, non mi piace il populismo e neppure il sovranismo.
Tutte queste cose si alimentano di parole senza valore, di ragionamenti superficiali e privi di contenuti, ma efficaci nei confronti delle persone che non amano approfondire o guardare in modo serio alle cose. Gli slogan vanno bene allo stadio, ma non possono neppure essere presi in considerazione in politica, perché la politica deve affrontare i problemi e risolverli e, per farlo, abbisogna del ragionamento. Semmai, trovata una soluzione o scelta una strada seria per la soluzione del problema si può immaginare di racchiudere tutto all’interno di poche parole, in uno slogan efficace che non vuole essere certo “la soluzione” della questione.
Sul populismo si può adottare lo stesso schema di ragionamento, perché parla alla pancia della gente e si nutre della rabbia indotta nelle persone nei confronti di nemici immaginari, ma utili a celare una sostanziale incapacità a svolgere un ruolo serio in politica. Si lanciano anatemi contro gli avversari incapaci a prescindere, ma non si forniscono mai risposte oggettive su quegli stessi problemi. La strategia è scontata, ossia, quella di fornire risposte semplici (inutili) a problemi complessi, per evitare di sollecitare il ragionamento alla gente.
La rabbia, il risentimento, l’insoddisfazione fanno il resto.
Il sovranismo, sinceramente è la cosa che mi fa più sorridere. Praticamente l’aria fritta elevata al rango di soluzioni che esistono solo nella mente di chi propina la bontà di questo progetto, antistorico e anti-materia grigia. Anche qui, la buona fede è una chimera e l’elemento fondamentale su cui si fonda questa “dottrina” è l’interesse strumentale di qualcuno a far si che qualcun altro si indebolisca.
Immaginiamo l’Italia sovranista barcamenarsi tra le potenze, quelle vere, mondiali tipo la Cina, gli U.S.A., l’Europa stessa, la Russia del democraticissimo e vaccinatissimo Putin. Aggiungiamo anche il Canada, la Corea, il Giappone, l’India tutte entità con le quali il nostro Paese dovrebbe entrare in competizione in maniera solitaria. Ho semplificato, me ne scuso, soltanto per dare un’immagine forte di ciò che significherebbe una Italia sovranista, magari utopicamente autarchica, costretta alla fine a ricorrere alle amicizie di chi, adesso, sollecita, finanzia e sostiene i gruppi sovranisti, stranamente, vicini a una destra rozza e fascistoide. Un ex-consigliere dell’attuale Presidente Trump, Bannon, che porta avanti, con la sua internazionale, lo stesso discorso sostenuto dalla trasparentissima Russia dell’immarcescibile, “aeternum”, ex-KGB Putin.
Una prospettiva da incubo, che porterebbe il nostro Paese ad avere un ruolo di cenerentola senza alcun peso nell’ambito delle dinamiche politiche mondiali. Vicina a sistemi e regimi, di questo si tratta, lontani anni luce dalla nostra storia recente, incardinata sui valori di una straordinaria Carta Costituzionale scritta sugli ideali della resistenza al nazi-fascismo.
Io razionalmente penso che non si possa fare a meno della nostra vecchia Europa. Possiamo migliorarla, cercare di renderla più vicina alle persone ma certamente non possiamo pensare di sovranizzarci, finendo direttamente nelle braccia delle peggiori e disumane interpretazioni governative del mondo.
Ricapitolando, in Italia c’è una brutta e oscura politica che vive esclusivamente di slogan, che parla alla pancia della gente, che ci vorrebbe portare fuori dall’Europa per consegnarci direttamente nelle braccia di chi calpesta quotidianamente la libertà del suo Paese, del quale è divenuto con metodi alquanto discutibili uno Zar, flirtando nel frattempo con antisemiti, razzisti, sessisti che rappresentano il peggio di quel grande Paese che è l’America.
Il populismo si avvale degli slogan più banali, perché privo di proposte e risposte serie rispetto ai bisogni della gente, per cercare di arrivare a un’Italia sovranista.
Sarebbe un incubo, ma tutto torna.
L’antidoto è quello di informarsi, approfondire gli argomenti e diffidare delle soluzioni semplici un tanto al chilo.
Cambiamo questa Italia, rendendola più moderna ed efficiente, battiamoci per trasformare questa Europa, affinché sia più vicina alle persone, ma teniamoci stretti modelli di convivenza che ci hanno garantito 75 anni di pace e che, nel bel mezzo delle peggiori tempeste economiche e sociali, seppure tra molti errori, hanno assicurato la sopravvivenza delle nostre democrazie.

Una risposta a “Prima gli italiani… Prima i russi, prima gli americani, prima i cinesi….”

  1. “…Una prospettiva da incubo, che porterebbe il nostro Paese ad avere un ruolo di cenerentola senza alcun peso nell’ambito delle dinamiche politiche mondiali. …”

    Mi pare una descrizione accettabile per l’Italia nella quale abbiamo dovuto vivere negli ultimi trent’anni. Ci aggiungerei una postilla: seppure teoricamente irrilevanti, abbiamo comunque contribuito con solerzia a regalare al mondo intero disastri quali Iraq e Libia. La lezione che i padri costituenti fornirono con l’articolo 11 è dimenticata da tempo.

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