Tra le fake, con un occhio attento al futuro.

Ho visto il video di quei cadetti della Marina che, insieme ad alcuni ufficiali e sottufficiali, hanno dato vita a un simpatico balletto, sulle note di un tormentone estivo. Non mi era mai capitato di vedere nulla di simile, ma la sensazione istintiva che ho provato, è stata quella di una grande simpatia per quelle donne e uomini in divisa. Come ho subito twittato, alla notizia di un possibile procedimento disciplinare, “ho visto una parte umana che da lustro alla Marina”. Un momento simpaticamente leggero, che non pregiudica l’Istituzione ma l’avvicina alle persone. Spero che venga premiata l’ufficiale che ha guidato un momento di spensieratezza, con bravura e intelligenza.
Dagli impacciati ma straordinari passi di danza di un gruppo di cadetti, alla violenza verbale di una brutta politica, priva di idee, ma piena di arroganza e violenza.
Una politica spregiudicata e accattona, capace di mettere a rischio la salute delle persone, per fini strumentali all’acquisizione del consenso sulla base dell’odio e del pregiudizio razziale. Invece di condividere e “ritwittare” gli inviti al rispetto delle prescrizioni anti-Covid, questa brutta politica sovranista e populista, viola ogni norma di buonsenso sull’uso delle mascherine e del distanziamento sociale, propinando la teoria razzista e drammaticamente pericolosa, che il problema dei contagi sia legato solo agli sbarchi degli immigrati.
Ogni persona con un minimo di conoscenza sa che questa è una farneticazione, ma ripeterla all’infinito, rischia di diventare una realtà.
Invece di appellarsi ai giovani affinché la movida sia un momento di incontro sicuro, preferiscono dire cose false e deleterie per accaparrarsi il consenso di alcuni di quei ragazzi che, non rispettando le prescrizioni, mettono a repentaglio la loro salute, quella degli amici e dei familiari, rischiando di trasformarsi in numeri che potrebbero determinare un nuovo lockdown.
La politica dovrebbe insegnare qualcosa di positivo, chi la fa dovrebbe essere un riferimento per serietà e competenza, invece, tutto è ridotto a un mediocre teatrino, dove le Istituzioni diventano un fastidioso orpello. La cosa raggelante è che neppure la pandemia, col suo carico di morte e sofferenza, fa ragionare questi politicanti da bar, questi personaggi supportati da un apparato social tanto efficiente quanto opaco.
I loro messaggi sono ripresi e ripetuti all’infinto, corredati da fake news che alimentano l’odio contro gli avversari e, ovviamente, gli immigrati.
A proposito di questi ultimi.
Le indagini degli ultimi anni hanno dimostrato come gli immigrati siano vittime due volte: delle organizzazioni criminali che li spediscono in Europa a bordo di carrette del mare stracolme e insicure e del sistema malato di gestione della loro presenza in Italia. Non sono loro i percettori dei milioni di euro spesi per la gestione dei flussi migratori, – al di là del fatto che tra di loro possano o meno essere presenti dei criminali -, ma sono gli italiani a “bordo” di comode cooperative ad arricchirsi sulle spalle della disperazione. Mi pare scontato che non tutte le cooperative siano in mano a criminali, ma gran parte sono espressione di un sistema corrotto e mafioso, nonché gestite da esponenti di quel razzismo che non disdegna di rubare sulla pelle degli immigrati.
Sovranismo, populismo, antieuropeismo, razzismo tutte facce della stessa medaglia, che ha come idoli quel gran professionista di Steve Bannon, fondatore dell’organizzazione internazionale “The Movement”, che promuove il nazionalismo economico e il populismo di destra in Europa e lo Zar Putin, supercampione di democrazia e rispettoso dell’opposizione interna.
Nel frattempo, in questa tempesta mediatica di fake news, diamo retta a chi parla di scienza e seguiamo le prescrizioni anti-Covid. Distanziamento sociale, mascherina e igiene delle mani, con un occhio sempre attento al nostro futuro.

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