E alla fine è arrivato il momento della verità.
Davanti all’emergenza Coronavirus, che sta segnando tutti i paesi di questo continente, le istituzioni europee sono praticamente bloccate sulla strada da seguire per sostenere l’Italia e, in generale, gli stati che in questo momento si trovano più in difficoltà a causa della pandemia. Gli effetti di un populismo sempre più becero, unito alle peggiori espressioni della destra xenofoba e sovranista, cominciano a condizionare il futuro stesso dell’Europa che, ora, rischia davvero la dissoluzione tra rivendicazioni nazionaliste e spinte sovraniste.
Una situazione che fa piacere probabilmente alla Russia di Putin, sempre più distante dalla democrazia perché ridotta a regno di uno Zar con poteri infiniti; alla rozza America Trumpiana, altra cosa rispetto agli Stati Uniti di Obama.
Una frammentazione che riporterebbe il continente alla situazione del 1939, con Stati e statarelli litigiosi e deboli, rispetto a un mondo che va in direzione opposta. Un futuro che rischia di essere drammatico e che potrebbe rappresentare la peggiore prospettiva per un Paese sommerso dal debito pubblico, da una burocrazia soffocante e ottusa, da una criminalità organizzata che riesce a condizionare l’economia di grandi pezzi del territorio.
Sono certo che una soluzione di compromesso alla fine sarà trovata.
La questione vera è se quello che stiamo vivendo, una crisi che sta dimostrando quanto siamo forti per un verso e drammaticamente fragili per un altro, possa rappresentare la lezione definitiva in grado di spingerci a trasformare l’Italia in una Nazione davvero moderna.
Un’occasione unica da non farsi sfuggire, se non vogliamo perdere il treno giusto per un futuro migliore.
C’è l’esigenza impellente di sfoltire la giungla di codici, codicilli e, peggio ancora, articoli assurdi e commi altrettanto folli di leggi e regolamenti che sembrano scritti per fare impazzire la gente e bloccare tutto. Dobbiamo, seduta stante, eliminare uffici, enti inutili, accorpare competenze, far partire davvero le autocertificazioni insieme a controlli seri e sanzioni pesanti per chi non rispetta la legge.
Occorre potenziare il sistema dei controlli diminuendo drasticamente le competenze in capo a una selva di enti dei quali, molti, letteralmente inventati per sistemare amici, parenti e politici trombati.
L’insegnamento che dobbiamo trarre da ciò che sta accadendo in questi giorni è che Sanità, Scuola, Sicurezza e Giustizia devono rimanere nelle mani dello Stato, alla faccia di uno pseudofederalismo inutile, anzi pericoloso.
Inseguire il “padanesimo” o il “venetismo” è folle e non lo dice la politica, ma l’esperienza drammatica che stiamo vivendo.
La vera scommessa è sburocratizzare il Paese per tirarlo fuori dalle sabbie mobili, sfoltire il groviglio di norme e regolamenti che favoriscono la corruzione e l’evasione fiscale, altro tumore che divora l’Italia.
Non servono norme nuove, sostanzialmente inutili, battezzate con nomi ad effetto (vedi Manette agli Evasori), servono le leggi che siano rapidamente e quotidianamente applicabili, senza che un giorno sì e un altro pure si pronunci qualche Corte, stravolgendo ogni cosa e rimettendo tutto in discussione come in un gigantesco e folle ottovolante.
Una legge deve essere rapidamente capita da tutti. Il principio dell’interpretazione va relegato in soffitta, perché i cittadini devono rispettare la norma in modo univoco, senza bisogno di chiedere a un giurista come si deve fare per rispettare o violare articoli e commi freudiani.
Basta col sovranismo becero e ignorante, con la rivendicazione “prima gli italiani”, salvo poi non restituire i milioni rubati o essere alleati di chi ora sta ostacolando in Europa il percorso più giusto per far riprendere l’Italia dopo lo shock causato da questo maledetto virus.
Si ama l’Italia se si riconoscono gli errori compiuti e, ora, si fa partire il percorso di legalità e modernizzazione di cui il Paese ha disperatamente bisogno.
Abbiamo dimostrato e stiamo dimostrando di essere capaci di fare cose straordinarie in poco tempo, così come siamo stati in grado di essere assurti ad esempio per come stiamo gestendo questo cruciale momento storico.
Dimostreremo di amare l’Italia se questa straordinaria capacità di essere bravi diventerà la quotidianità, attraverso un percorso veloce di ammodernamento di un sistema, formalmente perfetto, praticamente impossibile.

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