Nonostante una pandemia che sta mietendo migliaia di vittime in Italia e nel mondo, Paesi praticamente chiusi in casa per una quarantena forzata utile a contenere il contagio, una certa politica da operetta non smette di straparlare.
Sarebbe comico se non fosse tragico, ma quello che si è sentito in questi mesi da nord a sud del mondo rasenta la follia.
Boris Johnson, ora in quarantena perché contagiato, in una dichiarazione ‘incommentabile” paventava milioni di morti in Gran Bretagna per ottenere l’immunità di gregge. Nel 2020 ascoltare teorie di eugenetica in Europa, ci riporta indietro nel tempo ad altre teorie strampalate su razze superiori, che sono costate milioni di morti.
Trump, dopo aver tentato di ignorare da “macho man” il rischio pandemia, – forse una presidenziale supposta superiorità U.S.A. rispetto a un virus ritenuto d’importazione -, è stato costretto a dichiarare che, se ci saranno 100 mila vittime in America, avrà fatto un buon lavoro.
Nel frattempo anche gli Stati Uniti sono in piena emergenza pandemia con un sistema sanitario incardinato sul privato, che fa acqua da ogni parte.
Menzione a parte per il Presidente del Brasile, quel Bolsonaro che aveva completamente sottovalutato il disastro ecologico provocato dal fuoco in Amazzonia, che coerente col suo nullismo, ora, ignora il Covid19, condannando a morte chissà quante persone.
Tre sovranisti che stanno dimostrando cosa significhi l’egoismo di una politica lontana anni luce dai bisogni della gente.
Da noi i sovranisti sono fortunatamente all’opposizione, dando, anche da questa condizione, il meglio di sé.
Al di là della vocazione alla preghiera inopportuna e del pubblico bacio del rosario, ora si esercitano, con pessimi risultati, in matematica.
Qualunque somma il Governo investa per contrastare questa crisi provocata dalla pandemia non va bene, perché automaticamente divisa per 60 milioni di italiani. La strategia “raffinata” del 2 diviso 2, che conta di prendere per i fondelli gli italiani, giudicati incapaci di valutare cosa accade intorno a loro. Forse, l’atteggiamento è dettato dal fatto di non poter sospendere i poteri del parlamento, rinviando sine die le elezioni come ha fatto il loro idolo Orban in Ungheria.
D’altronde, per fortuna, i sovranisti qui da noi sono all’opposizione.
Un’Europa a maggioranza sovranista è una prospettiva agghiacciante.
Divisa, egoista, razzista potrebbe ripresentarsi lo scenario del 1939, con un continente pieno di confini e diviso tra popoli ed economie.
Fortunatamente, con tutti i suoi difetti, abbiamo una Europa unita, anche se afflitta da una destra sovranista sempre più intraprendente, ma che ha dimostrato di essere capace di superare crisi gravissime che, divisa, sarebbero costate carissimo a molti Stati che ne fanno parte.
Certo va cambiata, migliorata ma l’unione degli Stati europei è imprescindibile.
Detto tutto ciò, quello che constato con soddisfazione e che l’Italia in questo quadro drammatico, per una pandemia che miete vittime in tutto il mondo, è assurta a modello per le scelte, difficili, che è stata in grado di compiere per contrastare il contagio.
Parlare è semplice, chiedere sempre di più anche, complicato è decidere assumendosi enormi responsabilità.
Non sarà facile, ma dopo tanta sofferenza siamo un modello al quale nazioni più grandi di noi si ispirano per contrastare questo virus, esiziale per l’uomo, micidiale per l’economia.

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