A cosa servono in concreto i decreti “SalvinSicurezza”?
A nulla.
Anzi, a complicare sul piano sociale e burocratico le attività connesse con l’immigrazione e la relativa gestione dei flussi. Sono aberrazioni frutto di quella politica sciatta, pericolosa e volgare che ha portato i secessionisti padani, folgorati sulla Via di “Damasco”, a diventare falsamente difensori degli italiani, siano essi nordisti o sudisti.
Una politica più brutta e insensata non si era mai vista in un Paese che, comunque, ha vissuto il berlusconismo col suo “bunga bunga” e tutto ciò che ne è seguito.
Adesso, il M5S difende quei decreti, salvo accettare le modifiche indicate da quel sant’Uomo del Presidente della Repubblica.
Mah.
Così, mentre il leader gigliato, ora capo di un partitino monocellulare, minaccia e ricatta un giorno si e un altro pure, mettendo in mostra soltanto rancore e risentimento personali, di politica non c’è traccia, il Movimento delle stelle, avviato a un declino meritato per la serie di errori inanellati in poco più di un anno, difende la propria proposta di legge sulla “prescrizione”.
Altra castroneria giuridica, inutile se non deleteria e impedisce che siano abrogati i decreti “SalvinSicurezza”, che offendono pure la dignità dell’Italia.
Un caos determinato da leader incapaci, chi più chi meno rappresentativo, che bloccano sistematicamente il Governo su questioni residuali, mentre la Nazione avrebbe bisogno di provvedimenti seri e urgenti afferenti al lavoro, agli investimenti, alla burocrazia, alla ricerca.
Insomma, alle esigenze concrete di un Paese moderno, questi leader da talk show rispondono con argomenti strampalati. Ognuno di loro ha la verità in tasca. Giggino, il Matteo TricolorVerde e quello gigliato vivono nel loro mondo fatto di volta in volta di narcisismo, arroganza, presunzione, incompetenza.
Il Paese intanto aspetta risposte ai suoi bisogni.
Non invidio il Presidente-Segretario, ciclopico nella sua pazienza, costretto sistematicamente a mediare tra il nullismo, il troppismo e il bullismo.
Ma si, forse le elezioni potrebbero ripulire un po’ il quadro assurdo di una politica lontana dai bisogni delle persone, impegnata soltanto a darsene di santa ragione tra ottusità diverse.
La speranza è che alla fine il buonsenso, magari la paura di finire definitivamente nel dimenticatoio, faccia rinsavire chi adesso continua a pensare che la politica sia una trasmissione televisiva dove ci si può sfogare, parlare sopra, urlare e dire stupidaggini a ripetizione per fare audience.
Certo, una speranza che rasenta l’impossibile, ma crederci per un altro po’ non costa nulla.
Tappiamoci le orecchie per non sentire la slavina di corbellerie, proferite con toni da bulletto di quartiere da una parte e dall’altra e riponiamo ancora fiducia nelle doti di chi, ancora, in modo certosino, lavora per trovare soluzioni che possano dare risposte serie al Paese.
A volte i miracoli si avverano, a volte la fortuna ci viene a trovare.

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