Il nuovo che domina la paura.

Ci hanno raccontato che impedivano a poche centinaia di disperati di sbarcare nei porti, per difendere le nostre frontiere da una fantomatica invasione di immigrati e da presunti terroristi. Hanno tentato di farci credere che citofonando a qualche sventurato si potesse combattere il crimine. Ora, nonostante il plauso dell’O.M.S. all’Italia per come sta gestendo questa emergenza “Coronavirus”, il solito politicante da Papeete, che non riesce neppure a spiegare cosa siano le norme alle quali si oppone con inutili e ripetitivi slogan, specula sulla paura per un virus che sta mietendo vittime soprattutto in Cina. Sciacallaggio, non saprei come altro definirlo, per acquisire qualche consenso in più.
Una strategia che sembra perdere colpi, giacché la gente comincia a rendersi conto che è solo il tentativo di prenderla in giro e, contestualmente, di non parlare di questioni reali, che afferiscono direttamente ai bisogni del Paese.
Come cittadino domanderei a questo professionista del “nulla ad effetto” quanti terroristi siamo stati trovati tra i disperati del Mediterraneo. Gli chiederei i numeri che dimostrerebbero l’invasione di immigrati in atto. Mi piacerebbe sapere perché, se il problema era la presunta difesa delle frontiere, – chiedo umilmente scusa a nome di questo ex-ministro assenteista a tutti i caduti per la Patria -, non siano stati fatti sbarcare e bloccati immediatamente ai fini della loro identificazione, i disperati raccolti tra le onde del “Mare Internum”.
Quante stupidaggini, quanta arroganza pensando che gli italiani siano ingenui.


Le cose però stanno cambiando; le persone cominciano a dominare la rabbia verso la politica, perché vogliono che qualcuno risolva per davvero i loro problemi. Più lavoro e maggiori certezze, meno burocrazia, più legalità e sicurezza, più investimenti su scuola e ricerca, più sanità pubblica e migliore qualità dei servizi.
Le persone vogliono risposte serie e in questo nuovo che avanza, che finalmente pretende e pone al centro onestà, competenza e rispetto, i giovani fanno la parte del leone. Vogliono riappropriarsi del loro destino.
Era ora, e se così sarà il declino di quella pessima politica senza contenuto, – che spara all’Europa e flirta con la Russia, che fa la guerra ai disperati e non restituisce i milioni rubati alla collettività, che trasforma l’inno nazionale in un remix da apericena, tra cubiste e istituzioni in mutandoni da spiaggia -, è iniziato e diventerà inarrestabile se l’altra politica non avrà timore e si aprirà al questo fresco e tanto atteso cambiamento.

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