Finalmente i giovani e il nuovo bussano forte alla porta della politica…

Ero sicuro più volte l’ho scritto.
Per cambiare questo brutto presente servono i giovani con il loro entusiasmo, la loro freschezza, le loro idee, la forza e, perché no, l’ingenuità.
La storia ce lo insegna che i giovani e la cultura sono il motore del cambiamento. L’Emilia Romagna, terra di lavoro, cultura e divertimento con il risultato elettorale di ieri ha semplicemente riconfermato ciò. Mobilitatisi i giovani,  – che belle quelle piazze piene di “sardine” -, hanno ricacciato indietro odio, intolleranza, paura. Hanno detto chiaramente “basta con la politica urlata, maleducata, invadente, razzista”. La Regione più avanzata sul piano dei diritti, che voleva essere conquistata a “suon di citofono”, inondandola di fake news, con una presenza debordante di un leader tutto Papeete e crocifissi ha detto di voler rimanere quella magnifica terra di civiltà e tolleranza, di campanili e officine, di impegno sociale e divertimento.


Non è stata una risposta sottovoce, impaurita ma un grande e corale “no grazie”. Quelle piazze, trasformate in acquari pieni di sardine hanno fatto la differenza e il Segretario Presidente Zingaretti, in modo pacato, felice e convinto, lo ha subito riconosciuto con un limpido “grazie”.
Un bel segnale che apre una prospettiva nuova che può cambiare la storia di questo Paese. Ora, però, senza perdere un attimo, bisogna dare seguito alle istanze di questo nuovo che avanza in modo piacevolmente fragoroso. Occorre cambiare a partire da come si organizzano i congressi e la vita stessa dei partiti, o movimenti che siano. Via il sistema marcio delle tessere nei congressi e più presenza nei territori. Facciamo che il nuovo, non solo anagrafico, diventi la spinta propulsiva del cambiamento.
Si aprano porte e finestre e si faccia entrare questo vento fresco e potente che potrebbe sparigliare molto per ricostruire di più. Adesso i giovani e il nuovo bussano forte alle porte del centrosinistra.
Non vogliono un partito virtuale, con un capo assoluto ed essere eteroguidati da un apparato poco trasparente celato dietro la rete. Lo hanno appena liquidato.
Questi giovani, questo nuovo vogliono impegnarsi, imparare e insegnare, parlare e ascoltare e, soprattutto, vogliono costruire il loro futuro. Educati, positivi, determinati, ingenui, forti hanno dimostrato di poter fare la differenza ribaltando e travolgendo falsità e pregiudizi.
Hanno detto forte e chiaro che la politica urlata, razzista e ignorante non la condividono e, per questo, si sono ripresi le piazze.
Si, potrebbe essere davvero l’alba di un nuovo modo di declinare la politica in Italia, guardando alla persona per costruire il domani.
Non perdiamo questa occasione e con umiltà, coraggio e lungimiranza raccogliamo l’invito per costruire insieme un Paese più giusto, moderno e senza paura.
Buon lavoro Presidente Bonaccini;
buon lavoro Presidente-Segretario Zingaretti.

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