Forse abbiamo scoperto come farci restituire i 49 milioni che la Lega ha depredato agli italiani.
Nessuno ci aveva pensato prima, ma l’idea ce l’ha fornita proprio il leader padano, ora filo campano, calabrese, siciliano e chi più ne ha più ne metta.
Citofoniamo alla sede leghista e chiediamo a loro dove sono i milioni rubati agli italiani.
Un nuovo modo di affrontare i problemi; citofoni a quello che pensi sia un mafioso e gli chiedi: “Lei è mafioso?” Poi cambi location e citofono e dopo aver suonato chiedi: “Lei è camorrista?” Poi in un bel quartiere “in” scegli una lussuosa palazzina e dopo aver citofonato domandi: “Lei è un corrotto?”
Il tutto accompagnato da uno stuolo di fan che cantano cori da stadio osannanti il leader citofonico.
Si aprono scenari nuovi con questo orginale e fantasmagorico modo di interpretare il ruolo di leader, candidato a guidare il Paese.
Un’idea geniale, una prospettiva nuova che va oltre la politica; c’era l’avvocato del popolo, ora c’è il leader citofonico. Chiunque potrebbe essere vittima o privilegiato dalle scelte del nuovo leader. Un rapporto fondato sulla sorpresa, gradita o sgradita.
Suona il citofono e ti senti domandare: “Lei spaccia?” Tu rimani perplesso un attimo, ci pensi un secondo e rispondi: “No, ma lei cambi spacciatore”.
Certo ci sono degli imprevisti, questo è ovvio, ma l’innovazione da terza Repubblica è clamorosa.
Niente più ragionamento seri, competenza, onestà tutto superato dalla pressione di un dito. Il motto è “citofoni per tutti”.
Finalmente le lauree “ottenute” in Albania, dopo anni di studi difficili, soprattutto, perché le lezioni erano in lingua locale senza traduzione, danno i loro frutti. Una classe politica (semi)nuova emerge dagli androni, sottoscala e cortili. Tutti pronti a premere un tasto di un qualunque citofono per domandare al malcapitato di turno: “Lei è spacciatore?”
Che grande prova di coraggio, che fierezza, che arguzia tutte caratteristiche di un grande leader e un immenso capitano.
Uno di quelli che si fa processare senza paura, vabbè un pochino preoccupato, per prendere consensi in campagna elettorale. Non serve più dire come si governerà, qual è il programma basta citofonare a una qualunque palazzina e domandare: “Lei spaccia?”
Sarà un grande futuro, quello guidato da questa classe politica emergente, citofonica, sovranista e razzista.
Prima che questo accada, auspico però che qualcuno citofoni a questo leader da condominio e domandi: “Dove sono i 49 milioni degli italiani che la Lega ha rubato?” Sarei proprio curioso di ascoltare la risposta.
Nel frattempo godiamoci questa nuova tendenza che, sono certo, cambierà la politica e, soprattutto, il rapporto che gli italiani hanno coi loro citofoni: “Amore non rispondere, è quello che si crede un politico, veste con le divise o con le felpe e fa gli scherzi al citofono.”

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