Per non dimenticare…

Non è il Paese che è impazzito, ma le divisioni che frammentano il fronte democratico e civile, le debolezze normative e una diffusa assenza di valori che stanno dando spazio al fascismo e a tutti quei comportamenti ignobili e intolleranti che fanno da corollario a una ideologia razzista e violenta. L’Italia non è quella che può sembrare dalle dichiarazioni di politicanti incolti e arroganti, dagli striscioni insulsi delle curve degli stadi, dalle interviste di qualche capo ultras tanto imbecille quanto criminale, ma è una Nazione che vive un momento di confusione Politica. Un Paese diviso per la scadente qualità di troppa della sua classe politica, che non riesce a progettare il suo futuro. In questa confusione s’innalzano le urla e gli slogan beceri che non risolvono nulla ma danno sfogo alle preoccupazioni e alla rabbia. Da una parte le rappresentanze democratiche e civili dilaniate da divisioni inconcepibili per l’opinione pubblica, – che vorrebbe solo risposte serie e concrete -, non riescono a intercettare i bisogni delle persone. Dall’altra una destra sempre più incivile e fascistoide appare più coesa intorno a programmi inesistenti con obiettivi costruiti a tavolino. Populismo a oltranza e razzismo intercettano la rabbia, convogliandola verso i più deboli e tutto ciò che evoca i nemici storici del nazifascismo. Il tentativo vero non è risolvere i problemi delle persone, – il sovranismo sarebbe esattamente il contrario di ciò che servirebbe -, ma quello di riscrivere il passato dell’Italia, cancellando la Resistenza e i Valori Costituzionali, in favore di una rivalutazione, esiziale per la nostra comunità, di un ventennio drammatico e vergognoso per la storia di questo Paese. E arriviamo alla vicenda della sopravvissuta allo sterminio degli ebrei Liliana SEGRE.

Inorridisco soltanto al pensiero che una donna mite e colta del 1930, numero di matricola 75190 assegnatole nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, sopravvissuta quindi all’inferno in terra, sia ora oggetto di attacchi personali, per il semplice fatto di essere ebrea. Attacchi che hanno indotto lo Stato ad assegnarle una scorta. Sono certo che l’Italia non è rappresentata da questi cialtroni nostalgici di un regime che ha trascinato il Paese alla rovina, facendogli pagare un tributo enorme in termini di vite umane. Sono persuaso che l’Italia non sia quella che potrebbe uscire fuori guardando l’immagine di drappelli di pericolosi squinternati che, col braccio teso inneggiano a un regime che fu tra i più corrotti e incapaci della storia del mondo. Sono certo che l’Italia non sia il Paese di quelli che a ogni piè sospinto urlano “prima gli italiani” e poi non restituiscono i 49 milioni rubati ai loro connazionali, investono danaro pubblico nel continente africano in pietre preziose e in bond per 300 mila euro su Arcelor. No l’Italia è altro. Ma è ora che a questo proliferare di razzisti in salsa nero-verde, – che straparlano di famiglia tradizionale per gli altri -, si risponda in modo univoco e compatto. Il fascismo qui non ha agibilità, siamo una Repubblica democratica fondata sui valori della Resistenza. Facciamo sentire la nostra vicinanza a Liliana SEGRE, perché l’unica scorta davvero utile a questa donna straordinaria può garantirla soltanto l’affetto e la riconoscenza, senza sé e senza ma, di un’intera nazione. Io sto con Liliana SEGRE contro ogni violenza e discriminazione e, sono certo, Ceprano farà la sua parte.

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