Non sottovalutiamo il razzismo in “curva”…

So che qualcuno dirà che ci sono problemi più importanti da affrontare, che riguardano l’amministrazione di una città. A questi signori rispondo anticipatamente che possono stare tranquilli perché di quei problemi ce ne stiamo occupando ed è un impegno senza sosta. Ma un Primo cittadino ha il dovere morale di intervenire in situazioni che possono condizionare la vita del nostro Paese, rendendolo più triste e, soprattutto, più cattivo quando, in realtà, ci sarebbe bisogno di coesione e impegno per costruire un futuro migliore. Il calcio è un aspetto importante del nostro quotidiano.

E’ uno sport che ormai ci condiziona per gran parte della settimana e, a fare il tifo negli stadi e davanti la TV ci sono milioni di persone di ogni età. Tra questi, vi sono anche i presunti tifosi i quali, colonizzando le curve degli stadi, esprimono il peggio sul piano umano e culturale. Imbecilli spesso pericolosi, che scambiano un incontro di calcio in uno sfogatoio dove vomitare ogni insulto possibile nei confronti dell’avversario e, sovente, anche contro chi in quello stadio non c’è. Le curve sono diventate terreno di coltura per l’estrema destra che, approfittando della debolezza culturale di molti che quelle curve frequentano, fa proseliti alimentando rancore e odio, patrimonio connaturato dell’essere razzisti. Non c’è più nulla di sportivo in quelle teste vuote e rasate che si dilettano a indossare maglie con su scritti slogan fascisti, a salutare con il braccio teso e a urlare slogan sulla cui imbecillità si potrebbero scrivere uno o più trattati. Un coacervo di analfabetismo tenuto insieme dal collante dell’odio propinato da cattivi maestri, il cui fine è rimpolpare le fila della destra rozza e xenofoba, nonché arruolare affiliati per la criminalità che riempie di droga curve e città. Ma che aspettarsi da un Paese dove una parte della politica, – sempre a destra andiamo -, si astiene sull’istituzione di una Commissione contro l’odio e la discriminazione razziale. Dove esponenti leghisti e non solo hanno rilasciato dichiarazioni farneticanti dopo la loro ignobile posizione sulla predetta Commissione. E allora se la politica che rappresenta questo Paese fa scelte deliranti sul piano della civiltà, perché stupirsi dei cori razzisti cantati da una manica di pericolosi “minus habens” durante un incontro di calcio? Il calcio è uno sport bellissimo, che rischia di essere sfregiato ogni volta si giochi da questi ebeti, arroganti con i quali troppa benevolenza si è usata fino adesso. A fronte di milioni e milioni di tifosi che seguono lo sport per il piacere di vedere giocare i propri beniamini, fanno notizia soltanto gli insulti urlati ai giocatori di colore, che sono solo una parte dell’immondizia che, questi “ultras” privi di materia grigia, ma tanto pericolosi quanto violenti, gettano negli stadi di tutta Italia. Chiudiamo le curve, dice qualcuno. No chiudiamo i “club” dove questi cretini si ritrovano e facciamo una legge seria che debelli, definitivamente, questa piaga e tutto ciò che si alimenta attraverso il sistema dell’estremismo in curva. Sarebbe bello e auspicabile, ma siamo nell’Italia della Lega sovranista, dei postfascisti tutti casa e chiesa, salvo poi farsi famiglie di fatto e di una destra storica che fa le fusa ai primi due pur di raccattare qualche consenso. Mentre gli altri, – dove spiccano leader falliti in cerca di una rivincita impossibile -, provano a ragionare persuasi che l’Italia rischia per davvero, noi tutti siamo in pericolo. Ma la cosa più grave è che in pericolo è il futuro dei nostri figli.

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