Sono davvero stufo di sentire dichiarazioni assurde, spesso piene di odio, sui pericoli derivanti dai disperati che, a bordo di improbabili imbarcazioni, sbarcano in Italia. Così arriverebbero criminali, terroristi e chissà quali altri incredibili rischi correrebbe il Paese a causa dell’arrivo di questi poveri cristi, scampati al Mediterraneo. Donne, bambini, giovani, meno giovani sopravvissuti alle atrocità dei lager libici, che mettono a repentaglio la propria vita imbarcandosi su carrette del mare; ammucchiandosi all’inverosimile su gommoni che, spesso, affondano appena partiti. Migliaia di morti annegati mentre cercavano una speranza di vita migliore, un futuro per i figli lontano da fame e guerre. Basta, con le assurde idiozie di politici spregiudicati che, sul razzismo, cercano consenso in una Italia incapace di uscire fuori dalle sabbie mobili di una crisi economica e, ancora più grave, etica e morale. Il problema non sono i disperati che cercano scampo in Europa, ma noi italiani. Un dato su tutti. Mentre i nostri migliori cervelli vanno all’estero, contribuendo così al benessere di altri stati come la Spagna, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna, etc., perché i giovani di quei paesi neppure lontanamente ambiscono a venire in Italia? Mentre i politici incapaci ululano contro gli immigrati che, dal mare, invaderebbero la nostra Nazione, l’Italia si svuota della meglio gioventù, che qui non ha futuro. Questi politici, meglio politicanti, mentre blaterano sugli immigrati criminali, le mafie continuano a spolpare le nostre regioni, gli italiani continuano a uccidere le proprie compagne e la corruzione, favorita da una burocrazia da terzo mondo, continua a massacrare la nostra quotidianità. “Prima gli italiani” e poi in questo Paese i processi durano decine di anni, la pena non è certa e la Giustizia, al di là di ciò che afferma la Costituzione, non è uguale per tutti perché essere ricchi fa la differenza.
“La legge non ammette ignoranza”, così è stabilito, però, poi, i giudici interpretano e, spesso, non si capisce più cosa è giusto e cosa è sbagliato. In un contesto dove non ci si informa più correttamente, gli slogan prendono il sopravvento, favoriti dal proliferare sui social delle fake-news e le soluzioni serie ai problemi veri restano chimere. Così, tra frustrazioni varie, i nemici divengono i più deboli. E allora dagli all’immigrato, anche se non siamo capaci di far rispettare la legge ai delinquenti e criminali. Mentre la legge 100 prosciuga i pozzi del bilancio e il reddito di cittadinanza diffonde elemosina a piene mani, disinvestiamo su scuola, cultura, Giustizia e sicurezza. Nessuna seria lotta all’evasione fiscale, all’interno della quale si annidano i patrimoni mafiosi e dei corrotti, ma si dà la caccia ai venditori abusivi da spiaggia. La realtà non è quella raccontata da politici sudaticci e sguaiati o elegantemente vestiti di furbizia e slogan. La realtà è che noi non siamo in grado di gestire in modo onesto e moderno un Paese dalle infinite potenzialità. E allora, mentre chi gestisce le cooperative che si occupano di immigrati, spesso, si arricchisce senza svolgere onestamente il proprio “lavoro”, grazie alle coperture istituzionali e politiche, centinaia di anime di disperati continuano ad affollare l’Ade che si cela sotto il “Mare Nostrum”. Quando capiremo che il nostro più grande problema siamo noi. Occorre cambiare questo Paese stritolato dai nostri difetti e per farlo, con l’obiettivo di migliorarlo, dovremmo selezionare la nostra classe politica. Non sarà il numero inferiore di parlamentari che ci salverà, così come non ci salverà chiudere i porti a qualche navicella di disperati. Abbiamo bisogno di rappresentanti onesti e competenti, ma per selezionarli dovremo aprire le nostre menti. Noi siamo il problema non l’Europa che è una grande opportunità. Noi italiani siamo il problema non gli altri e se non capiamo questo, il futuro potrà riservarci solo pessime sorprese.

Lascia un commento