Sono donatore di organi; non servono a nulla se la vita ti lascia, ma puoi evitare che la vita abbandoni qualcun altro. Per me l’amore non ha colore come non ha sesso. Il mio mondo ideale ha pochi divieti, perché il buonsenso delle persone impedisce comportamenti sbagliati. Se dovessi ammalarmi irreversibilmente non avendo più la possibilità di guardare, ascoltare, vivere la vita. Se dovessi sopravvivere in una condizione vegetativa fatta di sofferenze e inutili medicine. Se non potessi più interagire con mia figlia, non godere più della presenza delle persone a me care ma restare immobile in un letto, o altrove, alimentato e curato soltanto per non far morire un corpo già morto. Se questa fosse la mia “non vita” o “non morte” vorrei soltanto essere accompagnato dolcemente al di là di una immutabile sofferenza. Chiudere gli occhi per sempre e iniziare quel viaggio, che nessuno ha mai raccontato, nella quiete di un silenzio che potrà donarmi nuovamente serenità e la dignità che a nessun essere umano deve essere tolta. Se c’è un Dio so che comprenderà. In fondo, non far soffrire un essere umano restituendogli serenità e dignità è semplicemente un coraggioso atto d’amore. E un Dio lo sa.

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