L’uomo dei penultimatum e il Paese sul baratro.

Si sta cercando di fare un Governo, serio, perché la situazione del Paese dopo le straordinarie performance giallo/verdi ci hanno trascinato al limite di un precipizio. Un vero e proprio atto di responsabilità nei confronti dell’Italia, ridotta a nemica numero uno delle poche barchette che portano disperati in fuga dall’inferno libico -, da luglio 2017 che non esiste più alcuna emergenza -, dissanguata dal reddito di cittadinanza e quota cento, con la benzina che corre senza soste, – a dicembre 2018 a dire del Vicepremier color verde sarebbe dovuta diminuire -, con l’aumento dell’IVA al 25% che incombe.

A fronte di tutto ciò, dopo mesi di penoso zerbinaggio verso l’alleato di governo celodurista, il Vicepremier giallo stellato pretende ancora la poltrona di “Vice” forte dei suoi evidenti fallimenti e cedimenti ingloriosi all’orda padana. Lo fa mettendo sotto ricatto il Presidente del Consiglio incaricato, scelto da Lui, lanciandogli ultimatum, – dopo tanti “penultimatum” patetici al suo alleato “da Pontida” -. Il più ridicolo ma “tremendo” è il voto sulla famigerata, privata e hackerata piattaforma Rousseau. Così, qualche migliaio di click decideranno, a fronte di un’intera nazione e milioni di persone che hanno dato il loro consenso ai cinque stelle, se il nuovo Governo s’ha da fare o no. Quando la dignità personale viene calpestata da un delirio di onnipotenza incontrollabile, frutto delle proprie incapacità, incompetenze e immeritate fortune si generano mostri. “Bad politicians” che dicono di non voler poltrone e poi tutto viene dopo uno strapuntino. Purtroppo, leader non ci s’improvvisa, così come non si diventa politici senza gavetta e solide esperienze. La fortuna sfacciata provocata dalla rabbia della gente nei confronti di una politica ritenuta responsabile delle proprie sofferenze, ora chiede il conto. Ho la sensazione che non lo salderanno i baciati senza merito dalla dea bendata, ma lo faranno gli italiani per lunghi anni a venire. Col rischio che il populismo e il sottoprodotto di scarto chiamato sovranismo, trascinino tutto il Paese nel più profondo baratro.

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