“Non sono nato per scaldare poltrone…”. Ora la frase può anche suscitare emozioni detta da un politico rampante, che deve giustificare il perché manda in crisi il suo Governo; ma ho un dubbio: “Che lavoro ha mai svolto nella sua vita?”
Se non erro è passato semplicemente da una poltrona all’altra, senza mai parlare dei 49 milioni che il suo partito ha sottratto agli italiani ed evitando accuratamente di spiegare i suoi rapporti con quel democratico convinto, rispettoso della stampa e delle opposizioni, che è il pluripresidente, ex-kgb Putin. Ma si, continui a bloccare i porti a poche centinaia di naufraghi coi toni di un leader sudamericano, lo show è assicurato mentre l’economia è agonizzante e il Paese rischia di precipitare in una crisi senza precedenti. Ora chiede agli italiani “pieni poteri”, come se si trattasse di eleggere un sovrano, per terminare l’opera distruttiva iniziata circa un anno fa.
L’Italia lontana dall’Europa e più vicina alla “democraticissima” Russia; una flat-tax buona per i ricchi, devastante per lo stato sociale; una pietra tombale sui 49 milioni rubati agli italiani e silenzio assoluto sul Russiagate. La realtà è che, per i disastri provocati da questo Governo, si dovrà fare una finanziaria lacrime e sangue che il nostro capitano coraggioso non ha intenzione di sottoscrivere. E allora meglio una bella campagna elettorale balneare, con interventi in mutandoni tra un inno nazionale massacrato e uno spritz, parlando di immigrazione e amenità varie. Datemi pieni poteri! Sono come voi, parlo come quando siete al bar, con un tono da bulletto di periferia. Costruirò un’Italia sovrana libera dai legami con l’Europa, matrigna e dittatrice, vicina alla grande, democratica madre Russia. Sembra una boutade ma i rischi sono esattamente questi. Tutto in un contesto aberrante, con un Paese isolato, sempre più in crisi, intollerante e impaurito.
Una prospettiva inquietante, che i nostri figli non meritano.

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