“L’inno sepolto nella sabbia”

La politica del Governo è in uno stato stato di comatosa confusione totale. Mai successo nella storia che, un Ministro sostanzialmente inconcludente, con toni da bullo di periferia, indichi sistematicamente al Presidente del Consiglio cosa fare. La forza di maggioranza di un Governo contronatura, è subordinata all’alleato minoritario, perché paralizzata dalle sue stesse contraddizioni e dalla paura dei sondaggi che la danno in caduta libera. Tutto questo mentre il Paese, che scivola sempre più in un contesto di intolleranza e pseudosovranismo, avrebbe bisogno di una politica seria, concreta, europeista capace di guardare al futuro senza paure indotte. Invece accade di tutto e le istituzioni, cosa diversa da chi le rappresenta, vengono massacrate quotidianamente da una brutta politica sempre più stupidamente “social”. Sta saltando il banco per l’inconcludenza sguaiata di capipopolo arroganti e incompetenti. Si fa politica in costume, trasformando l’inno d’Italia in una canzonetta da ballare tra cubiste e birra, con un Ministro della Repubblica dietro il tavolo del dj, su una spiaggia affollata e rumorosa.

Ormai non si ragiona e ci si lascia ammaliare da slogan sgangherati e accuse agli avversari per evitare ogni confronto politico. Una condizione paradossale che sta spingendo l’Italia nel baratro, mentre gli autori di questo disastro “gigioneggiano” e, in un caso, aumentano anche i consensi. Manca un’opposizione forte. Ancora gli avversari di questa “scompagine” di Governo si dibattono tra divisioni interne e personalismi, con gli autori dei fallimenti passati, che ancora rivendicano posti e visibilità. Franco conquistò la Spagna mentre le forze repubblicane litigavano tra di loro e anche il fascismo poté godere delle divisioni dei partiti di sinistra. Non c’è niente da fare, speriamo per ora. Mentre tutto va a rotoli e il rischio è che salti in aria definitivamente il sistema democratico di questo Paese, le forze che dovrebbero opporsi a questo sfacelo si dividono allegramente pure su una semplice raccolta di firme. Ci sarà un premio per chi ne avrà racimolate di più, nel frattempo la gente guarda, ascolta, legge e il consenso sale per i bulli istituzionali.

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