Dopo tante cose dette, anche io vorrei dire la mia sul Frosinone Pride.
Odio ogni forma di intolleranza, salvo quella legittima nei confronti dei razzisti, perché ritengo che ognuno debba vivere la propria vita come meglio crede rispettando il prossimo.
Non mi appassionano le disquisizioni sulle razze, il colore della pelle perché ritengo che l’essere umano sia essere umano e basta.
Non entro nel merito dei gusti, delle scelte, delle opinioni, dei credo religiosi perché tutti hanno diritto di vivere la propria personalità nella maniera che ritengono più opportuna, osservando la legge (in un Paese democratico).
A proposito del Pride, – io non ci sarò perché fuori provincia -, penso che sarebbe un bel gesto di civiltà parteciparvi perché il valore dell’evento travalica gli stupidi e crudeli pregiudizi, ma si staglia nel diritto di ognuno di noi di fare le scelte che vuole, senza per questo essere emarginato o, peggio ancora perseguitato. Io vorrei sentirmi parte di una comunità inclusiva, che giudica le persone soltanto in base alle qualità umane, etiche, professionali. Una comunità senza assurde paure o insensati pregiudizi. Il Pride vuole essere un momento di riflessione dove tutti possano sentirsi parte, a pieno titolo, di una comunità. Non sarà un evento ludico ma, una manifestazione contro la solitudine e per i diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisex e Trans), che tuttora ne sono privati, subendo troppo spesso discriminazioni e violenze. Basta andare sui social per comprendere quanta strada debba essere ancora percorsa per arrivare al riconoscimento dei diritti delle persone LGBT; quanta ignoranza tracima da innumerevoli riprovevoli post, che offendono l’intelligenza nonché la dignità umana.
Partecipare al Pride è un atto di civiltà e di vicinanza nei confronti di chi, ogni giorno, deve lottare per ottenere il rispetto dei propri diritti.
Che sia ancora così non è giusto, non è umano.

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