Quando ascolto certe affermazioni, posto che ritengo “minus habens” coloro i quali immaginano una società “razzista”, mi ritornano in mente i lavori che in passato abbiamo svolto per conto dello Stato. Chi ha storicamente lucrato sull’immigrazione clandestina sono stati i nostri connazionali che, per danaro, si sono resi complici di vere e proprie aberrazioni. “Pecunia non olet” e, allora, tanti razzisti si sono gettati a capofitto nello sfruttamento dell’immigrazione clandestina, sulla pelle di migliaia di disperati, nonché hanno messo a repentaglio la sicurezza del Paese consentendo l’accesso a ogni sorta di criminali.
Non serve andare lontano da Frosinone per vedere questo sistema immondo all’opera. Politici di partiti anti-immigrati, che si arricchiscono con la gestione delle cooperative che gestiscono innumerevoli Centri Accoglienza Straordinaria. Una storia vecchia, quella degli spregiudicati che predicano male e razzolano peggio. Io ho avuto modo di vedere cosa i nostri connazionali sono capaci di fare per guadagnare qualche soldo sporco. Sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù; ragazze giovanissime attirate in Italia con la scusa di un lavoro e poi fatte prostituire a suon di botte e minacce. Favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, perseguita attraverso accordi inconfessabili con agenzie straniere. E allora lasciamo perdere le logiche razziste e discriminatorie indegne di un Paese civile e cominciamo a ragionare come arginare la povertà e le guerre che mettono in moto milioni di immigrati in cerca di un futuro. Ragioniamo come far funzionare meglio e in modo trasparente la macchina dell’accoglienza. Soprattutto, iniziamo a considerare le persone sulla base delle loro qualità etiche, morali e professionali. Cambierebbe il punto di osservazione e aiuterebbe a trovare soluzioni in grado di assicurare a tutti un futuro migliore.

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