Quegli avvoltoi che si cibano della nostra superficialità.

Una campagna elettorale rappresenta uno spaccato formidabile del livello di moralità di questo Paese. La necessità di raggiungere un risultato positivo, in assenza di argomentazioni serie e di un percorso politico/amministrativo di tutto rispetto, porta taluni candidati alla ricerca di strumenti o iniziative che possano garantire un certo consenso. Spesso, questa affannosa ricerca provoca comportamenti spregiudicati e privi di qualsiasi moralità. Non solo si utilizzano le promesse incardinate sulla disperazione e i bisogni della gente ma, con la complicità di pessimi imprenditori, si mettono in piedi vere e proprie commedie per illudere le persone alla ricerca spasmodica di un posto di lavoro.

Il candidato senza scrupoli che accompagna decine di candidati alle selezioni per un posto di lavoro della durata di qualche mese. Giusto il tempo di superare le elezioni, in un contesto di complicità che squalifica, soprattutto, il c.d. imprenditore che si presta a questa miserabile commedia. Ma i candidati senza qualità se non “quella” di essere privi di qualsiasi freno etico, viaggiano con la valigetta da cui estraggono curriculum preconfezionati per alimentare speranze vane di giovani in cerca di lavoro. Politicanti senza né arte né parte, che non hanno mai lavorato, si improvvisano sensali di impossibili speranze. Tutto normale nel Paese flagellato dal clientelismo e dal familismo; governato da una classe politica incolta e impreparata, che ha trascinato le istituzioni nella polvere di un’ignoranza tragicamente “social”. E allora va bene che un candidato, che ha già amministrato più volte in modo pessimo, raccolga le firme, che non serviranno assolutamente a nulla, per attivare un servizio che lui, quando avrebbe potuto lavorare per attivarlo , ha completamente ignorato.

Tutto fa brodo per nascondere incompetenza e incapacità. Una politica brutta, pericolosa e priva di scrupoli che caratterizza i territori di questa Nazione con un debito pubblico “monstre”, frutto di scelte assurde avvenute nel corso degli anni. Una tendenza che non potrà essere invertita finché la politica premierà nullafacenti, saltimbanchi e soggetti dalla moralità dubbia. Si sta ritornando all’epoca romana del “panem et circenses”. Bilanci a rischio e si invocano le feste nelle nelle strade per far dimenticare che, quei conti in rosso, sono conseguenza degli anni in cui hanno amministrato coloro i quali, un giorno sì e un giorno pure, chiedono musica e confusione in piazza. Ma ci sta. L’Italia è il Paese del nonsense, dove i perdenti non escono mai di scena, i politici condannati rischiano di essere eletti di nuovo. Dove ci si mette insieme per vincere, senza pensare a come si governerà in caso di affermazione elettorale. Dove si scattano foto con ministri che armeggiano armi, e ministri che non sanno dove si trovino i trafori che collegano l’Italia con altri paesi.
Eppure basterebbe pensare ai figli, al futuro che dovremo essere in grado di garantirgli. Noi siamo padroni del nostro domani e questa certezza è correlata al voto.
Niente scuse, possiamo scegliere.
Il futuro è nelle nostre mani.

Lascia un commento