“La polvere sotto il tappeto”

Non l’ho mai fatto su questa pagina ma oggi voglio parlare anche della mia Ceprano, dell’esperienza amministrativa di cinque anni che ha messo in moto un profondo cambiamento nella città. Da un po’ di tempo si parla tanto del coinvolgimento della società civile nella politica, attraverso l’apertura dei partiti a soggetti qualificati in grado di apportare novità, impegno e professionalità, come unica strada per far ripartire questo Paese. Ebbene, noi cinque anni fa facemmo proprio questa scelta. Una lista aperta dove la politica rappresentata dai partiti s’incontrasse con la “l’altra politica” incarnata dalla società civile. Niente accordi preventivi su incarichi o altro, ma un progetto a lungo termine condiviso da tutti. “Cambia Ceprano” non era solo il nome di una lista, ma l’obiettivo finale di un’amministrazione che voleva rilanciare una città ferita dalle vicende giudiziarie, che avevano portato al commissariamento del Comune. Una città abbandonata da anni da una politica incapace di interpretare le necessità della comunità. Alla base di tutto un programma scritto sulle istanze e i bisogni dei cittadini, espressi in modo formale durante il voto alle primarie per la scelta del candidato sindaco.
Un voto, un’indicazione.

Trasparenza, ambiente, lavoro i temi più sentiti e, per una città segnata da brutte vicende amministrative, un territorio inquinato, dalla distruzione del tessuto economico industriale il risultato di quell’iniziativa è stato esattamente quello che ci saremmo aspettati. In questi cinque anni vissuti intensamente si è sentita tutta la forza di un gruppo eterogeneo, ma proteso al raggiungimento del massimo degli obiettivi posti all’interno del programma. Ogni decisione condivisa all’unanimità e una serie di iniziative che stanno cambiando il volto della città, – nonostante le enormi difficoltà di bilancio ereditate che hanno condizionato tutti i passi compiuti dall’Amministrazione -, sono il risultato di questa scelta aperta. Niente promesse, soltanto quella di un impegno a favore della città. Una campagna elettorale sobria e una squadra il cui compito non era vincere soltanto ma amministrare bene la città. Ci sono stati errori, quando si lavora è possibile commetterli, ma il bilancio del lavoro svolto penso sia ampiamente in attivo. Al centro la trasparenza, praticamente un argomento sconosciuto ai predecessori. Graduatorie chiare per l’accesso a qualunque beneficio e poi i protocolli firmati con l’Agenzia delle Entrate, con la G. di F., l’iscrizione ad Avviso Pubblico, il Bilancio Partecipativo sono elementi dirompenti in un contesto contraddistinto per anni da opacità, clientele e favori. L’ambiente, finalmente, ha avuto un ruolo fondamentale nell’impegno politico/amministrativo. Valga per tutto l’aver ottenuto oltre 6 milioni e 300 mila euro per le bonifiche dei siti più inquinati di Ceprano, dopo aver contribuito in modo determinante all’approvazione del nuovo perimetro del SIN Sacco. Anche in questo contesto, dopo anni di nulla finalmente Ceprano ha svoltato, diventando protagonista delle battaglie per la bonifica della “Valle del Sacco”. I fatti hanno preso il sopravvento sulle parole e sulla lentezza di una certa politica, responsabile dei disastri di questo Paese e dell’abbandono drammatico della nostra città. Sembrerà strano, ma alle opere visibili, che pure abbiamo realizzato, abbiamo scelto di dare precedenza ai servizi. Costruiti, messi in esercizio e ristrutturati gli impianti fognari della città. E’ doloroso prenderne atto ma Ceprano era priva di adeguati impianti fognari ai quali, nel passato, si erano preferite magari rotatorie stradali fuori legge e pericolose. Per quella brutta politica bisognava lasciare tracce visibili e, pur essendo inutili per come realizzate, le rotatorie erano sembrate un ottimo biglietto da visita. Noi abbiamo preferito curare gli aspetti più importanti. Strade, scuole, fogne, aree verdi sono stati i temi sui quali ci siamo cimentati dando un volto nuovo alla città. Questo diverso modo di intendere l’amministrazione di una comunità ha portato poi a valorizzare gli aspetti legati alla storia, alla cultura, al futuro. Abbiamo rilanciato il Museo civico di fatto chiuso; abbiamo potenziato la biblioteca comunale e realizzato il gemellaggio con una cittadina della Spagna. In passato la storia di Ceprano è stata vilipesa da iniziative sciagurate che hanno visto distruggerne pezzi importanti come, ad esempio, gli antichi lavatoi. Noi abbiamo invertito la rotta anche su questi temi.
L’esperienza da Primo Cittadino mi ha persuaso ancora di più che non ci sono alternative a un modello di politica aperto ai contributi della società civile, non iscritta ai partiti ma che decide di condividere un percorso. La soluzione di tantissimi problemi legati alle scelte politico/finanziarie sbagliate fatte negli anni passati in questa città, sono il frutto di una condivisione unanime di scelte dolorose, ma necessarie, per assicurare un futuro migliore a Ceprano. Ogni elemento dell’amministrazione ha messo in conto di dover rinunciare a qualcosa nell’ambito delle sue deleghe. Fondamentale è stato raggiungere il risultato più importante, ossia, la tranquillità finanziaria. Niente clientele, nessun egoismo ma la consapevolezza che i sacrifici fossero indispensabili per il futuro della comunità. Anche per tali esperienze sono convinto della funzionalità di un maggior coinvolgimento della società civile alle vicende politiche di questo Paese. Pensare di fare a meno dei partiti, si chiamassero movimenti o altro, è una chimera. La forza di un legame più stretto con le professionalità, le competenze, le esperienze esterne è quella di mantenere saldo il contatto con la realtà che, spesso, per discussioni interne lunghe ed estenuanti, i partiti perdono arrivando sempre in ritardo. L’abitudine all’organizzazione di chi è impegnato nei partiti, si sposa perfettamente con i personalismi che spesso caratterizzano l’attività di chi non ha mai fatto politica. L’incontro di questi due modi di intendere l’impegno in favore del bene comune è sicuramente positivo, perché mitiga i difetti di entrambi esaltando i rispettivi pregi. Ovviamente, se alla base c’è la condivisione di un progetto.
A Ceprano ritengo che questo insieme di esperienze diverse abbia funzionato e i risultati siano sotto gli occhi di tutti.
Certo, tutto ciò non garantisce un importante risultato elettorale e, quindi, una riconferma.
Gli avversari sono tanti, soprattutto, gli alfieri della vecchia e malandata politica che, riciclandosi sotto altri simboli, saltellando da una lista all’altra, cercheranno di rovesciare quanto finora di buono è stato fatto.
C’è un mondo che si muove fatto di clientele, promesse, ambizioni personali che è sempre alla ricerca di una quadra per poter riprendere in mano le redini del gioco.
I rappresentanti di questo mondo potrebbero nascondersi dietro un volto nuovo e spendibile a una lista civica che, in realtà, altro non sarebbe che la vecchia polvere sotto il tappeto.
Non è facile in questo Paese invocare e praticare il cambiamento virtuoso.
La resistenza è ancora forte da parte di chi, per anni, ha vissuto bene grazie alla politica, gestendo in modo spregiudicato favori e clientele, lasciando in eredità debiti e un sistema arretrato.
Vale per l’Italia, vale per Ceprano.
L’ultima parola, in ogni caso, spetterà ai cittadini.

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