Un Paese schiavo delle clientele

Si parla tanto di corruzione della politica come il male assoluto, ma spesso ci si dimentica di quegli imprenditori che, infangando l’intera categoria, sono disposti a tutto, ponendosi al servizio dei corrotti e dei mafiosi. Impresari che a volte comprano la politica assoggettandola, col fine di arricchirsi sempre più a spese della legalità. Un rapporto oscuro, dove la corruzione è il collante tra il peggio della politica, la zona grigia delle istituzioni e l’imprenditoria traviata. Accade di tutto quando si saldano certi interessi.

Un pentito della mafia casertana, nel processo Spartacus, disse che loro non avrebbero avuta alcuna ragione di esistere se non ci fossero stati gli imprenditori collusi o mafiosi. I territori sono i primi a farne le spese. Ignobile l’industriale che consente l’interramento illegale dei rifiuti dentro la sua azienda; penoso il politico che ti indirizza dall’imprenditore, complice, per un posto di lavoro che, in campagna elettorale, può fruttare immeritati consensi. Il classico scambio di favori, un “do ut des” sopra la disperazione e il bisogno, in un contesto che rappresenta pienamente il clientelismo ancestrale della nostra Nazione. Non fa nulla che su cento uno solo, forse, sarà il prescelto. La speranza, nella disperazione, è un potente attrattore. Un imprenditore dovrebbe lavorare per far crescere la propria azienda, lontano dai giochi sporchi di una squallida politica, scegliendo solo persone qualificate; ma non è sempre così.
Siamo un Paese, dalla memoria corta, dove l’onestà ancora non conviene. Una Nazione dove i cittadini vivono sotto il costante ricatto per un posto di lavoro, per una visita in ospedale, per un esame diagnostico. Tutto ruota intorno il clientelismo, anche l’accesso a un diritto. Non siamo ancora un Paese libero e il nuovo che avanza non porta in sé i germi del cambiamento. Tutt’altro, rappresenta l’evoluzione degli stessi atavici difetti, con in più tanta improvvisazione, generalizzazione, uso improprio delle “fake news”, populismo, macchine del fango e condoni. In questo contesto la criminalità e tutto ciò che a essa è collegato continuano a espandersi e ad arricchirsi. Comprendere che ci vorrà tempo, memoria, impegno e onestà per svoltare dalla parte giusta rappresenterà il vero cambiamento. Quella trasformazione che ci condurrà lontano da questo pessimo presente.

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