Usciamo da questo incubo fatto di slogan e ignoranza.

Raccolta di firme per non fare processare un Ministro della Repubblica. Ma da quando questa Repubblica, nata dalla Resistenza, si è trasformata nella brutta copia di una pessima monarchia. Siamo alla follia. Non solo un Ministro si traveste da “policeman” ad ogni occasione, ridicolizzando i valori insiti in quelle divise. Adesso, dopo aver detto ai quattro venti di non aver paura di nulla, sfidando la Magistratura, non solo dice di non voler essere processato, ma addirittura scatena le sue truppe cammellate affinché raccolgano le firme del popolo contro il suo processo.

Che vergogna, le istituzioni trascinate quotidianamente nel ridicolo da una classe politica incolta e arrogante. Mai questo Paese aveva dovuto subire una simile umiliazione. Eppure non è che il passato sia stato esemplare, ma tanta cialtroneria non era mai apparsa sugli schermi degli italiani. Non può essere questo il cambiamento di cui avevamo bisogno. Stiamo precipitando nel baratro, con una economia che arranca e si presentano le card per il reddito di cittadinanza, – altra follia dettata dalla assoluta incompetenza -, come se fosse l’ultima meraviglia Ferrari. Gli sbarchi di disperati sono praticamente azzerati dal 2017 e ci si diverte a fare la battaglia navale con imbarcazioni dello Stato o delle ONG. Tutto fa brodo per mantenere alta l’attenzione e alimentare quel clima di paura, favorevole a questi politici drammaticamente inconsistenti. Slogan, populismo, razzismo shekerati con cubetti d’ignoranza generano una miscela capace di colpire le menti di tante persone arrabbiate e sfiduciate. Questo rischia di trascinarci definitivamente nel baratro. Sveglia! Pretendiamo il cambiamento, perché l’Italia ne ha estremamente bisogno, ma non sosteniamo questo potpourri indigesto, fatto di arroganza, falsità e improvvisazione. Ci spacciano per nuovo un partito vecchio, che deve restituire 49 milioni di euro agli italiani, che ha votato leggi come il falso in bilancio, la riduzione dei termini della prescrizione, tutte le leggi ad personam, la Bossi/Fini, decine di condoni. Un partito lacerato da scandali e inchieste e nessuno si scandalizza, perché racconta la favoletta di “prima gli italiani”. Ma come si fa. Per non parlare degli alleati che, prima ci ammorbano con lo slogan “onestà onestà” e poi governano con quelli che riempivano l’ampolla con l’acqua del Po, prendendo le lauree in Albania. Suvvia, come si fa a credere a questi commedianti. Apriamo gli occhi pretendiamo il cambiamento, perché questo Paese ne ha estremamente la bisogno. Non lasciamo che illudano i giovani che senza studio e conoscenza si possa arrivare ovunque. È successo, purtroppo, per un caso del destino e lo stiamo pagando caramente. Ritorniamo ad essere lucidi, a ragionare sui fatti, a cercare soluzioni serie ai grandi problemi. Usciamo da questo incubo fatto di slogan e ignoranza. Questo Paese rischia di morire.

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