#pernondimenticare

Forse, mai come adesso la Giornata della Memoria assume un valore straordinario. Le leggi razziali, che furono funzionali allo sterminio di milioni di ebrei, in un clima politico segnato dalla intolleranza, violenza e rozzezza del nazifascismo, in una cupa rappresentazione teatrale di divise, fasci littori, croci celtiche, svastiche e rune non sembrano più un ricordo così lontano.

Tutta la triste coreografia di un epoca terribile, sembra riaffacciarsi nelle strade del nostro Paese, favorita da una politica approssimativa, priva di valori, ideali, impregnata di populismo e sovranismo. In un momento di grandi difficoltà sul piano economico e sociale si ricomincia a indicare un “mostro” responsabile dei problemi della nazione, agitando paure per rischi che non esistono. Funzionò così durante il nazifascismo e il risultato delle politiche di quei regimi fu la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale con i suoi circa 70 milioni di morti. Per evitare che tutto questo possa accadere di nuovo dobbiamo ricordare il dramma della Shoah, lo sterminio di milioni di ebrei compiuto dai nazifascisti e i tragici silenzi che hanno agevolato il compimento dell’Olocausto. Il silenzio è la peggiore malattia che possa colpire una comunità. Il maggiore alleato di ogni sorta di crimine e il terreno ideale delle peggiori e pericolose politiche. Per questo non bisogna tollerare che siano picchiati giornalisti da neofascisti, che siano utilizzate le divise per comizi politici in un Paese democratico, che si generi un clima di paura e odio. La storia ci ha insegnato che gli eventi si ripetono. Perciò sta a noi evitare che ciò accada di nuovo. La democrazia va coltivata, curata e difesa anche attraverso il ricordo e la conoscenza della Shoah e del perché milioni di inermi, uomini, donne, bambini, furono mandati a morire nell’inferno dei campi di concentramento.

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