Vivere senza paure…

Poco tempo fa il Comune di Ceprano, così hanno fatto anche tanti altri comuni, ha posto nella piazza centrale una panchina “rossa”, per ricordare a tutti l’esistenza della violenza contro le donne e di genere. Un fenomeno grave, vergognoso che offende la coscienza di un Paese che si ritiene civile. Donne uccise, sfigurate, minate sul piano psicologico, spesso troppo spesso, da compagni violenti. Dove dovrebbero trovare protezione e amore, in realtà, trovano violenza e anche la morte.

Un fenomeno preoccupante che non si riesce ad arginare, nonostante i tentativi fatti dallo Stato di tutelare, attraverso norme di legge ad hoc, le persone vessate e minacciate da uomini, o meglio, da soggetti di sesso maschile, che non si rassegnano a una separazione o a un no. Ma questo tipo di brutalità si annida anche in altri contesti, in particolare, in quello lavorativo. Sovente le donne vivono in condizioni inaccettabili il loro ambito lavorativo e, quando si trovano in una situazioni di debolezza, sono costrette a subire violenze di ogni genere. Anche questo tipo di prepotenza è inaccettabile e chi la mette in pratica è indegno di potersi definire uomo. Parliamo di vigliacchi, che esprimono la loro arroganza nei confronti dei soggetti che ritengono più deboli, sfruttando la loro posizione di superiorità e, spesso, il loro potere di dire “dentro o fuori”. Ma non è sempre vero ciò che sembra, perché questo loro potere d’intimidazione può svanire se le vittime trovano il coraggio, o meglio, la forza di denunciare. Purtroppo non è un problema collocabile all’interno di un gruppo di persone unite da un’idea politica o un’altra. Non si tratta di fenomeni connessi ad un determinato territorio. Non c’è un’età o una razza. Non fa differenza essere conservatori o riformisti. Dovunque possono annidarsi questi vigliacchi, viziati e violenti. Le donne hanno una colpa, grave. Essere donne e per indole, sovente, giustificare anche le angherie che subiscono. In fondo si sentono un po’ responsabili di quei comportamenti ignobili messi in atto nei loro confronti da chi sentono di amare. Non è così. Anche un solo gesto brutale è sintomo di pericolosità e non deve essere scusato. Il mio invito, con il cuore, è di denunciare chiunque compia atti violenti. A casa, sul posto di lavoro non fa differenza. Ognuno di noi ha diritto di vivere senza paura la propria vita. Denunciare per tempo questi aguzzini può liberare da un incubo e inaugurare un nuovo percorso di vita, senza violenza e con più amore.

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